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Stamina, ricercatori all’attacco, fermare la sperimentazione

Fermare la sperimentazione perche’ andare avanti non ha piu’ senso dopo le prove del plagio fornite dalla rivista Nature: e’ questa la posizione di alcune delle voci piu’ autorevoli a livello internazionale, nella ricerca sulle cellule staminali. Sospettate da molti fin dall’inizio, le ombre sul Metodo Stamina cominciano ormai ad addensarsi, al punto che da piu’ parti si parla ormai di frode. Per Paolo Bianco, dell’universita’ Sapienza di Roma, ”e’ assolutamente indispensabile che il governo italiano prenda decisamente e immediatamente le distanze da una pratica che, invece di essere sperimentata a spese dei contribuenti, dovrebbe essere semplicemente perseguita legalmente da parte del governo e bandita immediatamente da tutti gli ospedali pubblici del Servizio Sanitario Nazionale in modo fermo, inequivocabile e irreversibile”. E’ analoga la posizione di Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa ‘Stefano Ferrari’ dell’ Universita’ di Modena e Reggio Emilia: ”questa sperimentazione, che era inizialmente apparsa inevitabile, non ha adesso alcun senso e andrebbe evitata”, ha rilevato. Anche secondo De Luca si dovrebbero considerare i rischi per i pazienti, messi in evidenza anche dall’ufficio brevetti degli Stati Uniti nel momento in cui ha respinto la richiesta presentata dalla Fondazione Stamina. Vanno rispettati, ha aggiunto De Luca, i pazienti ”che hanno creduto di trovarsi davanti ad una cura originale e in grado di rispondere alle loro speranze”. Per Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’universita’ di Milano, i dati pubblicati da Nature sono ”la prova che il Metodo Stamina non esiste in quanto non contiene nulla di nuovo rispetto a dati pubblicati dieci anni fa”. La ricercatrice ha aggiunto: ”non ritengo nel modo piu’ assoluto che le istituzioni italiane, il Servizio Sanitario nazionale possano dar luogo ad una legge che con grande spirito di fiducia sia stata approvata. Ora la fiducia e’ venuta meno e le duplicazioni dei dati dicono che non c’e’ buona fede e che non si puo’ dare credito a Stamina”. Per il farmacologo Silvio Garattini ”la sperimentazione non e’ etica e non va fatta. Non dobbiamo infatti sottoporre persone a trattamenti per i quali non ci sono evidenze di efficacia. Si studi invece il prodotto, si analizzino le sue caratteristiche in laboratorio e si sperimentino nell’uomo – ha concluso – solo quando c’e’ una forte probabilita’ che ci sia un beneficio”.

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