| categoria: Il Commento

Bonino e caso Snowden. Lontani i tempi eroici delle battaglie radicali

Ricordiamo Emma Bonino alle marce contro la fame nel mondo, nelle battaglie civili per aborto e divorzio, ricordiamo i digiugni e i cappuccini bevuti con Pannella, Rutelli, Negri, Faccio, Aglietta e altri nel baretto sotto la sede del partito radicale, a due passi da Largo Argentina. Difesa ad oltranza dei diritti di chiunque, a costo di sfiorare il ridicolo e il grottesco. Va bene Tortora, ma vanno ricordati anche Toni Negri e Cicciolina in Parlamento, autentici sberleffi al regime. Oggi Emma Bonino, dopo esser quasi riuscita a farsi eleggere governatore del Lazio, ed essere stata indicata più volte come possibile presidente della Repubblica (lasciamo da parte per un attimo gli incarichi internazionali, in ambito europeo), è un ministro della Repubblica. è la responsabile della Farnesina. Lo spirito radicale è sopito, il ruolo porta ad altre valutazioni, ad altre considerazioni, ad altre posizioni. E fa un certo effetto vedere la Bonino spiegare perché l’Italia nega l’asilo politico a Snowden.

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