| categoria: economia

Via Fiorucci, Gancia, Chianti: i marchi storici italiani passano agli straieri

”I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica investono invece nell’agroalimentare nazionale perche’, nonostante il crollo storico dei consumi interni, fa segnare il record nelle esportazioni grazie all’immagine conquistata con i primati nella sicurezza, nella tipicita’ e nella qualita”’ ha affermato il presidente della Coldiretti.

”Il passaggio di proprietà – ha denunciato Marini – ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si e’ iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo – conclude il presidente di Coldiretti – di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”. Se la settimana scorsa la multinazionale del lusso LVMH ha acquisito una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della Pasticceria Confetteria Cova proprietaria della societa’ Cova Montenapoleone Srl, che gestisce la nota pasticceria milanese, l’ultimo colpo nelle campagne toscane e’ stato messo a segno – sottolinea la Coldiretti – da un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, che ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l’azienda agricola Casanova – La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero. Nel 2013 – continua la Coldiretti – si e’ verificato il passaggio di mano del 25% della proprieta’ del riso Scotti ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods.

Con l’inizio della crisi – informa la Coldiretti – si e’ verificata una accelerazione nel processo di cessione dei marchi storici del Made in Italy che nell’agroalimentare era gia’ in fase avanzata. La stessa Nestle’ – osserva la Coldiretti – possedeva gia’ dal 1993 il marchio Antica gelateria del Corso e addirittura, dal 1988, la Buitoni e la Perugina.

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