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Violenze allo stadio di Lecce, undici teppisti arrestati

Centinaia di filmati esaminati fotogramma per fotogramma per identificare i responsabili ”di una vera e propria guerriglia”: e’ stata una indagine lampo, durata solo venti giorni, quella che ha portato in carcere oggi 11 teppisti tifosi del Lecce responsabili delle violenze all’interno e all’esterno dello stadio di ‘Via del Mare’ dopo la partita del 16 giugno scorso contro il Carpi che decreto’ la mancata promozione in serie B dei pugliesi. La giornata ebbe un bilancio pesante, nove agenti di polizia feriti, un fotografo di un quotidiano locale picchiato brutalmente, un fuoristrada della Polizia dato alle fiamme, lanci di pietre contro le auto della polizia, numerose delle quali subirono danni. Sono stati 13 in tutto i provvedimenti restrittivi emessi dal Gip di Lecce Giovanni Gallo su richiesta del sostituto procuratore Massimiliano Carducci, due arresti non sono stati eseguiti per dubbi sulla corretta identificazione dei destinatari. Gli arrestati hanno tra i 23 ai 42 anni, e molti di loro sono ultras leccesi gia’ sottoposti a provvedimento di Daspo. Per tutti l’accusa e’ di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, incendio, violazione dell’articolo 6 quater della legge sulle manifestazioni sportive e violenza privata. L’obbligo di dimora e’ stato disposto per l’autore dell’aggressione ad un fotoreporter. Tra gli arrestati spicca il nome di Antonino Raccardi, palermitano di 23 anni, appartenente al gruppo Ultras Palermo Curva Sud. E’ lui che prima a volto scoperto e poi con la maglietta grigia avvolta sulla testa, dopo avere sradicato una delle panchine, ha danneggiando e incendiando il fuoristrada della polizia parcheggiato all’esterno dello stadio. In un fotogramma si vede mentre da’ la mano in segno di compiacimento ad uno degli arrestati, Giuseppe Campobasso, 36 anni, di Copertino, ritenuto il contatto tra le due fazioni ultras. Le indagini della Digos continuano per identificare altri responsabili dei disordini, qualli che avrebbero fatto danni minori. Per il questore di Lecce, Vincenzo Carella, si e’ trattato ”di una guerriglia preordinata” e l’esito della partita, con la sconfitta del Lecce, sarebbe stato solo un ”pretesto” per aggredire le istituzioni. La giornata di guerriglia ha portato pesanti sanzioni per il Lecce calcio decise dal giudice sportivo della Lega Pro: quattro gare effettive a porte chiuse e 15mila euro di ammenda.

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