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Tav: assalto al cantiere, razzi e bengala contro agenti

Val di Susa - Cantiere Chiomonte

”Non vi lasceremo mai tranquilli. Torneremo”. Cosi’, su uno dei loro siti internet, i No Tav commentano l’ennesimo attacco al cantiere di Chiomonte (Torino). Un’azione che la questura definisce ”violentissima”, condita dal lancio di pietre, petardi, bombe carta e artifici pirotecnici sparati ad altezza d’uomo contro gli agenti. E pianificata con una certa cura, visto che i dimostranti avevano anche costruito una rudimentale barricata di massi su un ponticello che attraversa il torrente Clarea, fuori dalle recinzioni, per ostacolare la sortita e l’eventuale inseguimento da parte delle forze dell’ordine. ”L’obiettivo era di ferire un agente”, dice il sindacato di polizia Sap. Non si tratta del primo attacco condotto con modi che lasciano pensare a un vero e proprio salto di qualita’ nell’offensiva dei No Tav. Ad agire, questa volta, sono stati circa 25 attivisti, vestiti di scuro, mascherati e protetti dalla boscaglia, che sono scesi in campo subito dopo una manifestazione pacifica (l’ormai proverbiale ”passeggiata”). Le perlustrazioni hanno portato alla scoperta di fuochi artificiali inesplosi, ordigni incendiari e un tromboncino lungo un metro e 20 utilizzato come mortaio artigianale. Amareggiato il commento ”a caldo” di Stefano Esposito, parlamentare del Pd e ultras del treno ad alta velocita’: ”Evidentemente lo Stato non e’ in grado di fermare 50 delinquenti che cercano il morto. Se cosi’ e’, nonostante la battaglia da me condotta in questi anni, credo sia giunto il momento da parte mia di prendere atto dell’impotenza delle istituzioni e della necessita’ di mettere al primo posto la vita di chi lavora”. Ma la procura e le forze dell’ordine non resteranno con le mani in mano. Il pubblico ministero Antonio Rinaudo, il magistrato subalpino con la maggiore esperienza nel campo delle indagini sull’antagonismo e sui reati di eversione e terrorismo, nel pomeriggio ha eseguito personalmente un sopralluogo nel cantiere. Un fascicolo e’ stato aperto. ”Non abbasseremo la guardia”, dice il sindaco di Torino, Piero Fassino: ”l’atteggiamento di chi pensa di potersi opporre con la violenza cieca non avra’ spazio”. Il segretario nazionale di Rc, Paolo Ferrero, parla invece di ”mistificazione della realta”’ e di ”tentativo di criminalizzare il movimento No Tav”.

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