| categoria: Roma e Lazio

Abusivi in fuga dalle piazze presidiate “occupano” Vaticano e dintorni

Roma - Commercio abusivo nei pressi di San Pietro

Uno ogni metro. In centinaia lungo via della Conciliazione. Decine in piazza San Pietro e all’ombra di Castel Sant’Angelo. Un esercito di venditori ambulanti, ieri, ha assediato la zona intorno alla Città del Vaticano. “Abbiamo meno dignità del Pantheon, piazza di Spagna, Colosseo, Fontana di Trevi e piazza Navona?”, domandano infuriati al sindaco, Ignazio Marino, i commercianti di via della Conciliazione.

Gli ambulanti abusivi hanno steso lenzuoli e apparecchiato merce sui marciapiedi, sul ciglio della strada, nello spazio libero sulle strisce blu tra le macchine parcheggiate, sull’uscio dei portoni, dei negozi e perfino sulle strisce pedonali. Hanno montato tavolini, improvvisati con i cartoni, con sopra esposti occhiali da sole taroccati. Tutta, o quasi, merce contraffatta dalle copie delle borse griffate ai foulard made in China, dagli ombrellini che si spezzano con la prima pioggia ai souvenir e ai portafogli riproduzioni di originali costosissimi.

Un’invasione ,ieri erano almeno in 400. Ora i commercianti non ne possono più. Si sentono, soprattutto abbandonati, da questa campagna anti-abusivismo del sindaco Marino: “Come ha fatto a dimenticarsi di San Pietro? “. Una domanda alla quale non trovano risposta. Soprattutto alla luce della dichiarazione del sindaco che ha annunciato come “l’operazione anti abusivismo dovrà essere estesa a tutte le aree della città, a partire dalle periferie”.
Ma in tutta l’area di via Andrea Doria, Musei Vaticani, Castel Sant’Angelo, Porta Angelica, via Ottaviano e piazza San Pietro “comandano loro”. Gli abusivi hanno occupato ogni piccolo spazio libero. Hanno staccato anche le coperture d’acciaio dei contatori, lì ci nascondono la merce e l’unica barriera di protezione è un cartone. Hanno divelto anche la parte superiore del cassonetto della carta perché utilizzano le cartacce per riempire le borse che vendono. Lo scorso venerdì c’è stato un maxi-blitz. Poi più niente.

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