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Alla scoperta della Toscana di Puccini

Al via a Torre del Lago, in provincia di Lucca, il 59° Festival Puccini, unica manifestazione al mondo a celebrare il grande maestro toscano. Realizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano nell’ambito dell’annuale Torre del Lago Opera Festival, la rassegna si svolge proprio nei luoghi, amatissimi, dove il compositore visse e lavorò per 30 anni e cioè a pochi passi dalla celebre Villa che egli stesso fece erigere nel 1891. Location delle rappresentazioni: il Gran Teatro all’Aperto, costruito nel 2008 sulle sponde del lago di Massaciuccoli (il palcoscenico è praticamente poggiato sulle acque), inserito alla perfezione nell’ambiente circostante e suggestivo scenario sotto le stelle delle arie pucciniane. 5 le opere in scena, distribuite (in replica) per 16 serate fino alla fine di agosto. La novità dell’edizione 2013? L’allestimento, oltre a Tosca, Turandot e Tabarro, anche di opere di altri due compositori, Giuseppe Verdi e Pietro Mascagni, dei quali quest’anno ricorrono rispettivamente il bicentenario e il 150simo anniversario della nascita (Mascagni fu compagno di studi e amico di Puccini nonché primo direttore del Festival). Sarà possibile quindi assistere, nel corso del Festival, anche al Rigoletto e alla Cavalleria Rusticana, quest’ultima “abbinata” in dittico al Tabarro proprio la sera dell’inaugurazione: non a caso entrambe le opere, di un unico atto, hanno per oggetto simili vicende di amore e gelosia. E riavvicinano, nella volontà degli organizzatori, l’attività dei due compositori toscani (info biglietteria 0584/359322).

Al di là dell’aspetto operistico in senso stretto, il Festival rappresenta un’occasione per conoscere la Toscana vissuta e adorata da Puccini: se c’è un compositore che subì infatti l’influenza dei luoghi dove visse questi è infatti proprio l’autore della Bohème. Che non a caso, amante della natura e degli spazi aperti, affermò più volte di “essere affetto da torrelaghite acuta”. Obbligatoria quindi, prima di tutto, la visita alla Villa di Torre del Lago, museo-mausoleo dove l’artista è sepolto, ricchissimo di cimeli storici, oggi proprietà della nipote del maestro, Simonetta Puccini, e aperto al pubblico (info 0584/341445). Scoperta la località nel 1884 (un “rifugio per lo spirito”), Puccini trasformò una preesistente torretta trecentesca in suo buen ritiro dotato di tutti i comfort dell’epoca, dal telefono al riscaldamento. Qui nacquero, sui tasti del pianoforte ancora esistente, Tosca e alcune parti della Fanciulla del West. E i suoni della notte sul lago ispirarono le melodie e i cori a bocca chiusa di Madame Butterlfly. Inserita nel Parco regionale di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli (24.000 ettari di estensione), tra ambiente lacustre e sterminate pinete, la località emana ancora intatta il fascino di fine ‘800.

Altra dimora visitabile è la casa natale di Lucca in via del Poggio (info 0583/584028) e cioè l’appartamento dove l’artista nacque e visse negli anni della sua formazione. Vero e proprio simbolo di una dinastia musicale (molti Puccini erano compositori), il museo conserva foto, spartiti e ricordi del grande artista nonché uno dei costumi originale usati per la prima della Turandot. Atmosfere pucciniane doc si respirano anche al Caffè di Simo, nel cuore del centro storico. Crocevia di artisti e intellettuali dove il Maestro amava intrattenersi, il locale conserva arredi e mobili identici a oltre cento anni fa ed è veramente imperdibile. Vale la pena poi arrampicarsi fino a Celle, nel comune di Pescaglia, a 25 km dal capoluogo, villaggio di collina sospeso nel tempo, immerso tra uliveti e vigneti dove il piccolissimo Giacomo veniva portato per le vacanze estive. Decisamente fuori dalle rotte turistiche, Celle è il simbolo di una Toscana d’altri tempi, tra viuzze, casolari e ciottoli intatti. La casa avita dei Puccini (500 di vita!), molto ben tenuta, oggi di proprietà dell’Associazione Lucchesi nel Mondo (www.lucchesinelmondo.it), è visitabile su prenotazione.

Non conserva invece dimore storiche il piccolo borgo di Bargecchia, abbarbicato sulle colline di Massarosa, con vista proprio sul Lago di Massaciuccoli. Qui però il Maestro si recò spessissimo a trovare agli amici, trovando pace e ristoro nella piccola chiesa di San Martino. La tradizione vuole che le campane della pieve, installate a fine ‘800, ispirarono il suono ricorrente che il maestro inserì nel primo atto della Tosca. Tanto bastò però a salvarle dalla fusione durante la II guerra mondiale e a dare notorietà a queste casette sparpagliate dagli oliveti.

Suo malgrado però Puccini fu costretto ad allontanarsi dall’amata Torre del Lago: fu quando la costruzione di una rumorosa e malsana torbiera lo costrinse a trasferirsi a Viareggio, già nel 1921 scintillante meta balneare. Qui il maestro si fece costruire la sua ultima elegante dimora, immersa nella pineta in località Marco Polo, tra palazzi di ambientazioni Liberty. Oggi proprietà del comune di Lucca e purtroppo non visitabile, l’edificio rappresenta bene il gusto e lo stile di un’epoca. Dove però in città aleggia ancora lo spirito del grande compositore è però lo splendido Caffè Margherita, dagli intatti decori Art Deco. Fu questo per Puccini luogo di bisbocce: da vero buongustaio spesso si rifugiò qui con gli amici a mangiare. Sfuggendo agli stretti controlli della moglie Elvira che cercava disperatamente di tenerlo a dieta.

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