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Asl di Latina sotto tiro, c’è un ospedale di troppo. Va tagliato

Finirà male, dicono nei corridoi, il braccio di ferro ingaggiato con la Regione. E qualche testa salterà. La Asl di Latina fa i conti con i “tagli” imposti dalle linee guida regionali a dipartimenti e strutture complesse. C’è ancora da capire se il direttore generale, Renato Sponzilli, resterà o meno al suo posto fino a dicembre e intanto si deve lavorare alle ipotesi per i “tagli”. Il gruppo di lavoro che si era già occupato del nuovo atto aziendale tornerà a riunirsi con tre priorità: riduzione dei dipartimenti, verifica della necessità o meno di tre presidi ospedalieri e soprattutto rapporti con l’università. Se sui dipartimenti si gioca una partita organizzativa, c’è il serio rischio – è una delle ipotesi di lavoro – che sparisca il presidio centro. L’attuale ospedale diviso tra “Fiorini” di Terracina e “San Giovanni di Dio” di Fondi verrebbe diviso tra Latina e Formia. Al tempo stesso c’è il rebus del rapporto con l’università. Solo nel presidio nord ci sono 26 unità operative complesse ospedaliere e 14 universitarie “doppione”. In tutto, quindi, sono 40: un numero che evidentemente è insostenibile. Le strutture della Sapienza vanno conteggiate o no? E’ un passaggio fondamentale, un chiarimento che dopo anni deve assolutamente esserci.

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