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La semplificazione secondo Zinga. “Meno leggi e più testi unici”. Ma il Consiglio può restare a casa

Semplificazione. È questa la parola d’ordine che sta alla base della strategia regionale presentata ieri dal governatore Nicola Zingaretti e dall’assessore alle Attività produttive Guido Fabiani. Meno leggi e più testi unici, procedure burocratiche lineari e univoche, decentramento e delega delle funzioni. Ecco le linee guida principali della strategia regionale sulla semplificazione. Per disegnare un quadro normativo più chiaro e snello insieme ai rappresentanti delle categorie produttive è stato istituito anche un tavolo permanente sulla semplificazione. Stando all’indice di competitività Ue 2012, il Lazio è solo 136mo su 271, e una delle cause sono le difficoltà burocratiche, quelle per cui, ha ricordato per esempio Zingaretti, “quasi 500 mila persone nel settore edile in tutta Italia hanno perso il lavoro. E’ un grido di dolore che va ascoltato”.Il lavoro del tavolo, trasversale rispetto alle competenze regionali, sarà coordinato da una cabina di regia unica, presso il segretariato generale della giunta, guidata da Andrea Simi. “Oggi ci sono 5000 leggi regionali. Avviamo dunque la stagione dei testi unici, che avrà come protagonista il Consiglio”.Zingaretti ha poi annunciato che entro l’anno arriverà il testo unico all’urbanistica mentre a settembre quello sul welfare. E infine il presidente ha spiegato: “Siamo al lavoro su quello del commercio”. Altro punto preso in considerazione, la “rivisitazione puntuale delle procedure amministrative: l’assessore Fabiani consegnerà alle categorie un documento allo scopo di ridurre le ‘porte d’accesso alla Regione, abbattendo le autorizzazioni e i tempi d’attesa”. Tutto bene sulla carta, operazioni necessarie e che daranno frutti. Ma il Consiglio, l’assemblea regionale? Con quello che costa potrebbe essere consultata, potrebbe interagire con la Giunta. Neanche per sogno, due convocazioni al mese, una media che neanche la peggior Polverini….

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Infine: puntare a una “delega delle funzioni, cosicché la Regione torni alla vocazione originaria delle linee guida, uscendo dall’ossessione di gestire tutto. E’ una fase di decentramento utile a colpire il pachiderma della Regione”.
Secondo il programma del governatore, gli uffici regionali passeranno dal modello ‘autorizzativo-preventivo’ a quello dei controlli successivi, la semplificazione della modalità di partecipazione della Regione alle Conferenze dei servizi, l’uso dell’open data. Quello di oggi, con l’apertura del tavolo, è dunque per Zingaretti “uno step importante del nostro impegno in un quadro più generale di iniziativa a lungo campo per una regione più semplice, comprensibile ed efficiente, combattere l’opacità, recuperare capacità di programmazione”.

Nicola Zingaretti

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