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Cornettour: viaggio nella notte romana e nella sua moderna “vita dolce”.

Chiunque ami la notte, come il sottoscritto, e ne assapori atmosfere, sensazioni e luoghi, specie nelle più brevi ma intense nottate estive romane, si sarà certamente imbattuto nelle cornetterie della capitale. Luoghi di incontro, crocevia di vite e destini ognuna diversa dall’altra, ciascuna con il proprio pubblico, affezionato o di passaggio, chi magari portato lì dalla propria guida locale e chi attratto semplicemente dal profumo di lieviti caldi evaporati nell’aria.

E’ noto che l’edonismo (specie quello del palato) dei romani trovi poche pause durante il giorno, ma quando d’estate il caldo ti da tregua solo nel mezzo della notte, è proprio allora che scatta in molti quel languorino irrefrenabile, e ancora abbordabile in termini di prezzi, che ti addolcisce le ultime ore (o le prime a secondo dei casi) del giorno.Preludio a una rigenerante dormita o carboidrati utili per affrontare una mattutina giornata di lavoro.

Alcuni di questi posti a Roma sono ormai storici e hanno segnato generazioni di persone. Entro le mura, a Porta Pia, c’è forse la più importante istituzione a riguardo: “il sorchettaro”, colui che serve appunto La Sorchetta a doppio schizzo (panna e cioccolato), una sorta di cornetto allungato aperto che allusivamente ricorda quello per cui molti ragazzi sono usciti a cercar fortuna.

Il visionario imprenditore che battezzò il suo innovativo dolce meriterebbe un premio alla stregua dei più famosi pubblicitari. Il locale si trova in un sotterraneo, sempre affollato, serve anche cibo salato ed è difficile non fare amicizia con i frequentatori che spesso commentano simpaticamente ad alta voce le gesta della serata o il look dell’ultimo che è sceso dalle scale per entrare nel locale. Il sorchettaro ha una clientela abbastanza giovane, non è raro trovare qualche bella turista straniera accompagnata dal proprio cicerone il quale tenta di portare a segno il colpo finale stordendo di dolcezza la propria preda e allo stesso tempo spiegandole il perchè del nome di quello che stanno assaggiando, hai visto mai!?

A Roma Nord, alla fine della parte cittadina della Nomentana, c’è invece a dominare la scena con ben due locali simili, a distanza di poche centinaia di metri l’uno dall’altro, l’Angolo Russo. Confesso, la prima volta mi ci sono imbattuto sperando di trovarvi disinibite bellezze dell’est, ma poi un po’ deluso e curioso come un giornalista deve essere, mi sono informato meglio,e il “Russo” ha a che fare solo con la proprietà del locale e nulla con la nazione. I due locali pur offrendo praticamente gli stessi prodotti hanno due clientele completamente diverse. In Piazza Sempione si ritrovano generalmente giovani usciti dal qualche locale vicino, rockettari più che discotecari, tatuaggi e piercing ce ne sono tanti da fare invidia ad una rivista di settore e spesso una pattuglia arancione dell’AMA, in pausa caffè, cappuccino e cornetto (ovviamente) fa da contraltare. Chi lavora e chi è appena uscito dalla festa! A Poca distanza, Piazzale Ionio, c’è un altro posto degno di nota, stessa proprietà dell’ Angolo Russo, ma ci hanno aggiunto un “2” per distinguerlo dal primo, qui il panorama è davvero variopinto, come nel famoso film guardie e ladri, la notte di questo locale è caratterizzata da loschi figuri che escono dalla sala slot machine piazzata sul retro, una o due pattuglie di carabinieri (meno male che ci vanno) e poi un viavai di ragazze che diciamo così “lavorano in zona Salaria”. Il contrasto in questa zona cuscinetto è sempre forte da vedere. Lo staff simpaticissimo è suo malgrado parte di un palcoscenico unico, dovei tutori della legge si trovano a diretto contatto, ma in un momento di tregua, con gonnelline succinte e tacchi vertiginosi. Insomma, la notte,per le tante ragazze che lavorano per strada in quella zona, si passacon una certa facilità da una colazione ad una eiaculazione.

Tanti altri sono i cornettari di Roma o i forni che offrono questo soffice dolce, in Prati, a Piazza Cavour, Le insegne coloratissime sulla Palmiro Togliatti, all’EUR, ciascuno di questi ha la sua storia i propri avventori, accomunati dalla “cittadinanza notturna”, personaggi felliniani che come per magia smettono le proprie divise e i propri ruoli diventando semplicemente gente della notte, alla ricerca, almeno sotto al palato, di una nuova, sempre più lontana “dolce vita”. Pierluigi Orati

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