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RAGION DI STATO/ Il Senato “assolve” Alfano

A Palazzo Madama si è votata la mozione di sfiducia dal movimento di Grillo e dal partito di Vendola nei confronti del ministro dell’Interno Angelino Alfano per la gestione del caso Ablyazov. Nessuna sorpresa: 226 no e 55 sì. Nel giorno in cui il Senato boccia la mozione di sfiducia contro il ministro Alfano un voto il cui risultato era scontato, la vicenda kazaka non smette di scuotere la maggioranza. Il Pd ha votato no alla sfiducia turandosi il naso, con Zanda che in aula chiede al ministro di valutare le dimissioni almeno da uno dei suoi incarichi. Il dibattito in Senato è iniziato con un intervento del premier Letta che ha difeso Alfano su tutta la linea, chiedendo un voto “di fiducia” su tutto il governo piuttosto che sul solo ministro dell’Interno: “Il voto che vi chiedo oggi non è solo un ‘no’ alla mozione di sfiducia presentata da Sel e Movimento cinque stelle, che ovviamente rispetto. Quello che chiedo è nuovo atto di fiducia al governo che ho l’onore di presiedere”. Letta ha parlato più del governo (ricordando gli “oltre 80 provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri a favore di cittadini imprese e lavoratori” e la “pressione sistematica per cambiare l’agenda europea”) che della vicenda Ablyazov. Dice anche che “i fatti descritti ci lasciano attoniti e non sono tollerabili nell’Italia 2013. Specie nei confronti di una donna e di una bambina”, ma è “inoppugnabile l’estraneità di Alfano”.

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