| categoria: turismo

In vacanza a San Nicola, la piu’ fascinosa delle Tremiti

I San Nicola è la più piccola delle isole Tremiti: misura solamente 42 ettari. A due passi dalla più nota Capraia e da San Domino e Crepaccio, è caratterizzata da un paesaggio duro e aspro con un altopiano roccioso e coste a picco sul mare con falesie che raggiungono i 60 metri di altezza. La scogliera più suggestiva è la Cala della Punta del Cimitero, all’estremo nord, che strapiomba sull’acqua e che vanta un piccolo punto di approdo, la Grotta del Ferraio e la Murata, un promontorio che porta il nome dei murattiani che si insediarono nell’isola ai tempi di Napoleone. Anche l’Aquedotto è molto bello, falesia formatasi per le continue mareggiate di Scirocco. Nonostante le sue dimensioni ridotte, per storia, arte e cultura è la più importante tra le Tremiti. Per esempio, ha origini (documentate) protostoriche (I millennio a. C.) e conserva fori di palificazione per capanne dell’Età del Bronzo, 18 fosse sepolcrali e due tombe a Grotticella dell’Età Ellenistica, tra cui la Tomba di Diomede. C’è anche una cisterna, la Vasca di San Nicola, del I secolo a. C., e due Domus romane e, al porto, locali scavati nella roccia per le anfore da trasporto.

Al porto, da vedere c’è anche il meraviglioso complesso abbaziale del XI secolo: Santa Maria a Mare fu costruita nel 1045 d.C. dai Benedettini ma poi, su commissione dei Canonici Lateranensi, furono modificati la facciata ed il portale, con motivi decorativi di influsso rinascimentale. L’interno della Chiesa invece conserva intatto l’impianto originale, a pianta rettangolare con 3 navate con un doppio deambulatorio. Si possono ancora ammirare una Croce Lignea greco-bizantina, il Polittico ligneo, sull’altare maggiore, vero capolavoro d’intaglio laminato in oro, e l’incredibile Pavimento a Mosaico. I Chiostri del Monastero sono altrettanto suggestivi, come l’antico pozzo che attinge da una grande cisterna di raccolta sotterranea che serviva per dare acqua al vicino refettorio dei monaci. Il pozzo in realtà fu ristrutturato in età borbonica, come pure il chiostro: ancora oggi la trabeazione è decorata con la diomedea, il leggendario uccello di mare, molto raro, tipico delle Tremiti, che in bocca porta un ramo di mirto, allora presente ovunque nell’isola e usato dai monaci per infusi e bevande. Questa pianta era anche sacra a Venere, che secondo leggenda trasformò i compagni dell’eroe greco Diomede in uccelli, appunto le Diomedee, perchè potessero vegliare per sempre sulle spoglie del loro condottiero.

A difesa dell’Abbazia di Santa Maria a Mare sorgono le imponenti Mura di Cinta ed il Torrione Angioino che fiancheggia l’entrata principale del Castello dei Badiali (le ingegnose opere di difesa, costruite durante l’epoca dei Cistercensi con il Patrocinio di Carlo d’Angiò, sono molto numerose). Un’altra opera caratteristica del’isola è la Loggia della Cisterna della Meridiana, un pozzo di 17 metri che fungeva anche da orologio. Attraverso un enorme portale, dal porto si passano le mura e si entra nel cuore storico della cittadina dove sorge il convento-castello fortificato da Carlo d’Angiò e la chiesa di Santa Maria a Mare eretta dai Benedettini di Montecassino del 1045 (San Nicola è detta anche la Montecassino in mezzo al mare).

Nel XI secolo d. C. l’abbazia raggiunse una tale potenza economico-culturale che ospitò Federico di Lorena (futuro Papa Stefano X) e Desiderio (futuro Papa Vittorio III). Subito dopo però subì una improvvisa decadenza per le tensioni con l’abbazia di Montecassino, da cui si rivendicava l’indipendenza, e per i rapporti con i dalmati, invisi alla santa sede: l’ordine dei Benedettini fu così sostituito dai Cistercensi di San Bernardo finchè, nel XIV secolo, il corsaro dalmata Almogavaro li trucidò tutti. Fu Gregorio XII a spedire i Canonici Lateranensi sull’isola e ripopolare l’abbazia che divenne un meraviglioso esempio di stile rinascimentale. Con le invasioni turche però, di nuovo e definitivamente, l’isola decadde e Ferdinando IV nel 1782 soppresse l’abbazia incamerando i beni nel Regio Demanio. Dieci anni dopo istituì alle Tremiti una colonia penale che rimase attiva fino al 1926 (anche Mussolini vi stabilì il confino di polizia, inviandovi confinati politici e delinquenti comuni). E’ oggi che l’amministrazione delle isole finalmente si occupa della valorizzazione di questo luogo, tra i più incontaminati d’Italia.

Ti potrebbero interessare anche:

Terme, benessere e piacere etrusco
SAN PELLEGRINO/Quando il volontariato si fa presepe vivente
Roccaraso (AQ), i gestori dell'Alto Sangro invitano gli sciatori alla prudenza
Litorale pisano, attese oltre mille persone per il 'Festival delle Cronometro'
Natale 2015 a Cortina con la neve artificiale
Camigliatello Silano, un inverno da fiaba da Natale all'Epifania



wordpress stat