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Costi della politica, alla Camera arriva una cura choc

La Camera dei deputati starebbe insistendo nel proporre una ‘cura choc’ sul trattamento economico dei parlamentari, ma non ci sarebbe ancora l’accordo con il Senato. E’ quanto viene riferito da fonti parlamentari. Nessuna proposta ufficiale sul tavolo (la sede per affrontare il tema e’ quello dell’ufficio di presidenza) ma il piano – sottolineano le stesse fonti – prevederebbe innanzitutto il taglio della diaria. Via i 3500 euro (si partirebbe con gli eletti a Roma, poi si pensa di estendere la misura), via 1600 euro di rimborsi forfettari (al momento ammontano a 3500 euro circa e sono comprese le spese telefoniche e quelle di viaggio, mentre verrebbero mantenute le spese per i collaboratori), rendicontazione totale delle spese. L’iter per applicare ulteriori tagli alla politica e’ partito qualche settimana fa, quando i questori di Camera e Senato si sono incontrati a Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera, Laura Boldrini, e del presidente del Senato, Piero Grasso. Ma nell’incontro informale si comincio’ solo a discutere dei possibili tagli, oltre alla eventualita’ di accorpare alcuni servizi e di colmare il ‘gap’ di trattamento economico tra deputati e senatori. “La Camera – riferisce un senatore ben informato – e’ tornata all’attacco, vogliono altri tagli con la scusa che anche il governo ha intenzione di tagliare ulteriormente…”. Nel Cdm della prossima settimana infatti dovrebbe arrivare il decreto sulla spending review con la nomina del commissario (in pole position c’e’ l’ex ministro Piero Giarda). Lunedi’ alla cerimonia del Ventaglio la terza carica dello Stato, Laura Boldrini, potrebbe riproporre il tema della sforbiciata alla diaria, anche se al Senato – viene sottolineato da fonti parlamentari – ci sarebbero ancora perplessita’ sulle modalita’ in cui intervenire. “Negli ultimi anni abbiamo tagliato lo stipendio in media del 13%, mentre i dipendenti solo del 3%”, dice uno dei questori di Montecitorio. I tempi per un ulteriore taglio ai costi della politica potrebbero in ogni caso essere lunghi, proprio per la mancanza di un’intesa tra Montecitorio e palazzo Madama.

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