| categoria: politica

I cattolici di Scelta Civica strizzano l’occhio a Casini? Tensione nel partito di Monti

Una parte del movimento flirta con Pier Ferdinando Casini e Scelta Civica torna a dividersi in modo verticale. A provocare la nuova frattura l’iniziativa organizzata stamane al Tempio di Adriano a Roma dall’Udc di Pier Ferdinando Casini, Titolo: “Per l’Italia, l’Europa. Quali idee, quale popolarismo”. Partecipanti: professori universitari, ma anche Buttiglione, lo stesso Casini, De Rita, esponenti del mondo cattolico vario e, soprattutto, alcuni appartenenti alla componente cattolica di Scelta Civica. Si tratta del coordinatore nazionale Andrea Olivero, del capogruppo alla Camera Lorenzo Dellai, del sottosegretario agli Esteri Mario Giro e poi Renato Balduzzi e Mario Marazziti. A stretto giro di posta arriva la puntualizzazione della presidenza di Scelta Civica. “Il convegno non e’ stato promosso da SC”, premette per poi scandire: “In particolare, per quanto riguarda la futura collocazione nell’ambito delle famiglie politiche europee, SC ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse sulle quali sono in corso approfondite valutazioni”. Si tratta di analisi “necessariamente complesse, per un movimento politico italiano che e’ nuovo; che non e’ nato entro la tradizionale geometria politica destra/sinistra/centro, ma anzi intende superarla; che ha l’Europa non ai margini dei suoi interessi, ma nella sua stessa identita’ genetica; e che, a differenza di quanto e’ spesso accaduto ai partiti italiani, si accinge a scegliere in Europa quel posizionamento che gli consenta di avere il maggiore impatto sulle politiche europee, non di “abbellire” la propria immagine per renderla piu’ appetibile all’elettorato nazionale o piu’ presentabile in Europa”. Certe valutazioni “saranno concluse in tempo utile e su tale base, dopo adeguato dibattito, SC prendera’ posizione. Fino ad allora, le opinioni eventualmente espresse da esponenti di SC saranno opinioni personali”. Messaggio chiarissimo, indirizzato fuori ma anche dentro il partito. Lo stesso Mario Monti, avverte ancora la nota, “ha esortato tutti i parlamentari e aderenti a SC a lavorare insieme, per costruire una cultura politica nuova, fondata sulla sintesi delle diverse culture e tradizioni di provenienza, depurandole di quegli elementi che sembrano aver ostacolato in Italia la crescita economica e l’equita’ sociale. “Non si ceda alla tentazione del ‘richiamo della foresta’, tornando a raggrupparsi con i propri simili”, ha affermato Monti. “Sarebbe certo la via meno ardua, la piu’ rassicurante sul piano dell’identita’ di ciascuno. Ma sarebbe – temo – una via sterile. E non in linea con l’impegno preso da chi ha deciso, liberamente, di battersi per il progetto di Scelta Civica”. Pronta anche la reazione di Ilaria Borletti: “Mi sono candidata in nome di un programma riformista e di una leadership ben precisa e cioe’ quella del Presidente Mario Monti. Reputo quindi gravi e inopportuni questi continui ammiccamenti, a destra come a sinistra, del nostro partito volti solo a garantire futuri posizionamenti personali e in palese contrasto con i valori alla base della fondazione di Scelta Civica: un partito che fonda la sua attivita’ e trae la sua forza dai programmi e dalle idee per poter rappresentare un’alternativa riformista per il nostro Paese”. Le fa eco Carlo Calenda, viceministro allo sviluppo economico. “Che l’UDC organizzi convegni per sancire il proprio superamento mi pare una cosa ragionevole e una presa d’atto di quello che e’ accaduto alle ultime elezioni”, spiega, “Che a questi convegni si discuta del futuro di Scelta Civica con la partecipazione del coordinatore politico Olivero appare davvero surreale. Scelta Civica e’ nata per superare gli steccati ideologici e culturali, dare risposta ai problemi dei cittadini e rinnovare la classe dirigente. Non vedo come questo possa avvenire andando dietro all’ennesima giravolta dell’UDC. Chi ha deciso di sposare un progetto diverso da quello originario di Scelta Civica, tanto più quando ricopre un ruolo di vertice all’interno del partito, dovrebbe dichiararlo a viso aperto e agire conseguentemente”.

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