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Mediaset:Pdl sulle spine, ma ancora aperta strada rinvio

E’ un ottimismo scaramantico quello che attraversa in queste ore il Pdl, sulle spine per il destino giudiziario di Silvio Berlusconi. A cui e’ appeso, poi, anche quello di tutto il governo. Risuonano ancora nelle orecchie di Enrico Letta le parole rassicuranti del Cav (‘nessuna conseguenza sul governo’ dalle sentenze) ma con l’approssimarsi della scadenza cresce la preoccupazione, e non solo in casa Pdl. Perche’ – non lo ha nascosto, Berlusconi, parlando con i suoi – la ‘pacificazione’ politica ( realizzata con le larghe intese) non si e’ agganciata a quella ‘giudiziaria’. Una pacificazione a meta’, dunque che potrebbe far traballare il governo se martedi’ 30 (o mercoledi’), dall’udienza della Cassazione dovesse uscire un verdetto infausto per il Cavaliere (condannato nel processo Mediaset a 4 anni di reclusione piu’ 5 di interdizione dai pubblici uffici). Ecco perche’ la soluzione del rinvio potrebbe far tirare un trasversale sospiro di sollievo. Non solo si ritarderebbe un evento carico di pesanti incognite, ma inoltre il verdetto del ‘Palazzaccio’ potrebbe essere ribaltato. Il nuovo avvocato del Cav Franco Coppi portera’ infatti in udienza nuove motivazioni per l’accoglimento del ricorso, motivazioni che potranno pesare sul giudizio finale. All’antivigilia del supremo pronunciamento il ‘quotidiano di famiglia’ il Giornale descrive il Cav come amareggiato per la ‘persecuzione giudiziaria’ senza fine. C’e’ trepidazione dunque, anche se i fedelissimi come Renato Brunetta, confidano nel lieto fine: ”Io sono ottimista, credo che ci sara’ un giudice a Berlino”, perche’ si tratta di un ”processo ridicolo” e i giudici della Cassazione ”faranno giustizia”. E comunque – fa sapere il capogruppo del Pdl alla Camera – se dovesse essere condannato ”non e’ il tipo che se ne va all’estero per ripararsi dal carcere. Non e’ di quelli che scappano. Lottera’ fino all’ultimo senza rassegnarsi all’ingiustizia”. E la prima battaglia da fare e’ proprio sul fronte giustizia, dice Brunetta per il quale non bisogna fare gli ”struzzi” ma invece rimboccarsi le maniche e ”raccogliere le firme per i referendum radicali”. Si aspetta un atteggiamento ”saggio” da parte della Cassazione anche Francesco Paolo Sisto che se la prende con i ‘nuovi Torquemada’ che si annidano tra opinionisti e toghe. Per Sisto, il verdetto dovra’ incidere sulla ‘ripartenza del paese’ come fosse ”un potente ‘decreto del fare… giustizia”’.

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