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Fed: ‘Candidati straordinari’, ma Obama non fa i nomi

Barack Obama si sta preparando all’addio di Ben Bernanke. E per la prima volta il presidente americano parla della successione alla guida della Fed, in una intervista rilasciata al New York Times. Non fa i nomi, ma dice di avere sul tavolo dello Studio Ovale quelli di ”candidati straordinari”, spiegando come oramai la cerchia si sia ristretta. Anche se – aggiunge – ”non ho ancora preso la decisione finale’. E’ comunque la conferma di quella ‘short list’ dove – secondo un coro oramai unanime – la scelta sara’ tra Lawrence Summers (ex segretario al tesoro con Bill Clinton ed ex consigliere di Obama alla Casa Bianca) e Janet Yellen (attuale vicepresidente della banca centrale statunitense). ”Due persone di enorme talento”, spiega in un’altra intervista, alla Cnn, il segretario al Tesoro Jack Lew, sottolineando pero’ come non sia ancora il momento di fare nomi. Anche il presidente americano non ci casca. E al giornalista del Nyt che incalza non da’ alcuna indicazione su chi davvero potrebbe farcela. Ma fa un identikit ben preciso di come dovra’ essere il prossimo numero uno della Fed. Un identikit che assomiglia molto a quello di Bernanke. L’uomo che – tornando alle parole di Lew – ”verra’ ricordato per aver salvato l’economia americana e mondiale”. Obama spiega di volere alla guida della banca centrale qualcuno che non si limiti a tenere l’inflazione sotto controllo e ad assicurare la stabilita’ dei mercati finanziari in maniera ”astratta”. Vuole un presidente che agisca pensando all’economia reale, alla gente di tutti i giorni. ”L’idea – afferma – e’ di perseguire quegli obiettivi con lo scopo di rendere migliore la vita degli americani, della gente normale. Voglio un presidente della Fed che possa fare un passo indietro, guardare oggettivamente alle cose e dire, ‘assicuriamoci che stiamo davvero facendo crescere l’economia”’. Il tutto, con un occhio sempre molto attento ad evitare nuove possibili bolle speculative. Difficile, dal profilo tracciato da Obama, non pensare al lavoro fatto da Bernanke che – di fronte a una ripresa ancora troppo timida e a un tasso di disoccupazione ancora troppo elevato rispetto ai livelli pre-crisi – sta portando avanti una politica che punta soprattutto a rafforzare l’economia reale, tenendo i tassi ai minimi storici e proseguendo col programma di acquisto di titoli (il cosiddetto Quantitaive Easing), al momento per 85 miliardi di dollari al mese. Una strategia che – sottolinea Obama – ha permesso agli Usa di fare meglio dell’Europa, la cui economia in molti casi ”e’ ancora in recessione”. Intanto si scommette su chi tra Yellen e Summers ce la fara’, mentre sembrerebbe tramontata ogni ipotesi di candidatura di Timothy Geithner. L’ex segretario al Tesoro ai tempi di Clinton e’ considerato piu’ solido e con una maggiore esperienza a tutto campo. Mentre la Yellen, a cui viene riconosciuta una grande competenza sul fronte della vigilanza e della regolamentazione, non convince molti per la sua mancanza di esperienza sul fronte dei mercati. Un gruppo di senatori democratici ha comunque fatto circolare una lettera in cui appoggia l’attuale vice banchiere centrale. Su Summers – scrive il Wall Street Journal – potrebbe invece pesare il suo passato di rapporti troppo stretti con molte societa’ finanziarie per cui ha svolto il compito di consulente, tra cui Citigroup. Oltre al suo mandato burrascoso da presidente dell’Universita’ Harvard. La sfida, insomma, e’ piu’ che mai aperta.

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