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I resti del Pdl laziale a raccolta a Latina. Nessun “mea culpa” in vista

Il senatore Fazzone e il consigliere regionale Simeone

I resti del Pdl laziale a raccolta, nel tentativo disperato di rimettere in piedi qualcosa, di inventare un collante che argini in qualche modo il collasso. Li hanno definiti stati generali del partito, i consiglieri regionali Pdl del Lazio sono stati convocati alle 18 di lunedì nella sala convegni della Latina Expo, dove incontreranno gli amministratori locali e la classe dirigente del partito. A gestire l’evento il coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone, che dopo lunghi silenzi e lunghe assenze ha improvvisamente accelerato, tirando la giacca al governo e a Zingaretti sul futuro della Roma-Latina. Un pretesto, come velleitaria appare la riunione nel capoluogo pontino. Nessuno si fa da parte, nessuno si assume la responsabiltà di una serie di arretramenti e di sconfitte, nessuno si interroga. Cosa hanno lasciato fare ai grillini, al Pd, all’Udc , agli altri soggetti politici di destra. Qualcuno avrà sbagliato, qualcuno si dimetterà in diretto?Tutt’altro, secondo una vecchia e stantia liturgia questi Stati Generali devono servire ad incontrare gli amministratori locali, per sentire le esigenze del territorio. Analoghi incontri sono avvenuti a Frosinone, Rieti, Viterbo e Roma. Campagna di ascolto. Termine affascinante. Ma cosa hanno fatti fin qui i vertici, e gli amministratori, di che cosa si sono occupati? Hanno perso perché non hanno ascoltato il territorio, si sono fatti gli affari propri? Hanno tradito, quindi se ne devono andare. Hanno fallito. Ha fallito Fazzone, nel caso Pontino, ha fallito il presidente della Provincia Cusani – pluri indagato e condannato, in procinto comunque di concludere la sua esperienza politica – hanno fallito tutti. Ma saranno in prima fila a spiegare come si governa. Non si tratta di incontri di propaganda – spiega il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone , ex capo di gabinetto di Cusani. approdato ad una comoda poltrona alla Pisana – ma della ferma volonta’ di mettere in atto azioni concrete di rilancio e sviluppo del territorio”. Parole. retorica. Ma sentite queste:” Vogliamo essere un sostegno per chi ha a cuore la crescita di tutti i territori ma saremo implacabili nemici di tutti coloro che pensano di occupare le poltrone senza agire nell’interesse dei cittadini “. Senza ironia, di chi parla?

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