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Pakistan: talebani assaltano carcere, e’ fuga di massa

Un nutrito commando di talebani si e’ preso letteralmente gioco dei servizi di sicurezza pachistani attaccando quasi senza colpo ferire a Dera Ismail Khan (Pakistan nord-occidentale) una delle piu’ grandi prigioni del Paese, demolendone il muro principale con una potente carica esplosiva per penetrare all’interno e liberare cosi’ 243 detenuti. L’operazione condotta intorno alla mezzanotte dal movimento Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP, vicino ad Al Qaida) ha colto di sorpresa sia le autorita’ nazionali e della provincia di Khyber Pakhtunkhwa sia il drappello di guardie carcerarie in servizio che sono state rapidamente sopraffatte. L’attacco, avvenuto al grido di ‘Allah e’ grande!’ e ‘Lunga vita ai Talebani!’ e’ avvenuto nel giorno in cui l’Assemblea nazionale e le Assemblee provinciali hanno eletto Presidente della Repubblica in una votazione scontata Mamnoon Hussain, un uomo fidato del premier Nawaz Sharif, in sostituzione di Asif Ali Zardari, il cui mandato termina in settembre. Secondo fonti concordanti, durante l’attacco del TTP quasi nulla ha funzionato nei sistemi di sicurezza. Al punto che per quasi quattro ore, prima cioe’ dell’arrivo dei reparti di elite della polizia, i militanti hanno fatto il comodo loro, utilizzando perfino altoparlanti per selezionare i detenuti a cui permettere di fuggire. Durante questo periodo, gli uomini armati, molti dei quali avevano giubbotti imbottiti di esplosivo, hanno ucciso sei guardie carcerarie ed anche sei detenuti di religione sciita, per sottolineare ancora una volta l’accanimento con cui in Pakistan i movimenti musulmani sunniti perseguono gli appartenenti alla comunita’ sciita, considerati apostati. Percependo l’arrivo dei rinforzi i talebani hanno lasciato il recinto del carcere insieme al gruppo di evasi fra cui, hanno indicato responsabili carcerari, si trovavano oltre una trentina di ”militanti duri”, alcuni dei quali legati ad Al Qaida. Un portavoce della polizia locale ha poi segnalato che nella zon di Dera Ismail Khan e’ stato imposto il coprifuoco e che grazie ad esso ”almeno una decina di fuggiaschi sono stati catturati”. L’operazione dei talebani, che ha ricordato quella dell’aprile 2012 quando 400 detenuti furono fatti evadere dal vicino carcere di Bannu verso i territori tribali al confine con l’Afghanistan, non e’ stata commentata dal premier Nawaz Sharif impegnato a minimizzarne l’impatto sull’elezione alla presidenza di Hussein, uno dei suoi uomini piu’ fidati. Su tutte le furie invece e’ andato il ‘chief minister’ (governatore) della Khyber Pakhtunkhwa, Pervaiz Khattak, che ha parlato di un ‘flop’ dei servizi di sicurezza, i quali proprio il giorno prima gli avevano sottoposto un resoconto in cui si sosteneva che la situazione carceraria era ”sotto controllo”. A parziale giustificazione, Khalid Abbas, responsabile del Dipartimento delle prigioni della provincia, ha risposto che ”effettivamente avevamo ricevuto giorni fa un messaggio dei servizi che ci avvertiva di una possibile azione contro un carcere. Ma – ha concluso mestamente – non ci aspettavamo che sarebbe stato cosi’ presto”.

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