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Discarica Ardeatina, un rompicapo. Il prefetto Sottile convoca tutti

“Allora ditelo che volete la discarica al santuario di Roma. Buffoni”. L’Aula Giulio Cesare ha appena respinto 3 diverse mozioni che esprimevano contrarietà alla realizzazione della nuova discarica della capitale sull’Ardeatina, a 3 km dal Divino amore, e i 15 della delegazione dei residenti lasciati entrare in Campidoglio protestano trattenuti dal vigili urbani.

Il sindaco Ignazio Marino li guarda da lontano, silenzioso. Per tutta la durata del dibattito il primo cittadino ha ascoltato senza intervenire le dichiarazioni dei capigruppo. D’altronde, la sua posizione l’aveva già spiegata in mattinata: “Stiamo studiando con cura la documentazione del commissario: si tratta di una scelta che dal punto di vista tecnicoscientifico e dell’impatto sulla salute va valutata attentamente. Credo che nell’arco di 72 ore i tecnici di Regione e Comune avranno terminato le loro valutazioni”.

Il tempo stringe, insomma, e già questa mattina il prefetto Goffredo Sottile, su input del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, ha convocato una nuova riunione del tavolo tecnico. Il commissario vuole dare risposte ai dubbi sollevati dal Campidoglio, in particolare sulla viabilità nell’area, su un’opera di sbancamento che sarebbe prevista per adeguare il sito e sul programma di gestione della discarica.

Qualche idea, soprattutto sulla viabilità, esiste già e il Pd, attraverso il suo capogruppo Francesco D’Ausilio, cercherà di farla inserire

nero su bianco sul decreto che dovrebbe autorizzare la discarica quando (probabilmente all’inizio della prossima settimana) arriverà il via libera al sito: i 90 camion stimati che viaggeranno in direzione Falcognana si muoveranno esclusivamente di notte, passando dal Raccordo anulare. Inoltre, la proposta che, nelle intenzioni, vorrebbe superare le proteste, è quella che prevede per 24 mesi, il tempo in cui dovrebbe essere attiva la discarica, sgravi fiscali per i residenti su Tares e Imu.

Nell’attesa, però, gli abitanti del IX Municipio promettono proteste, barricate e blocchi stradali. A soffiare sulle polemiche c’è soprattutto il centrodestra, contrario a una discarica in quella zona. Ieri i comitati hanno trovato una sponda anche nel presidente della commissione ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, che ha annunciato “al più presto un’indagine conoscitiva” per via della “popolazione in allarme” sulla nuova discarica.

Gianni Alemanno, invece, nel suo intervento in Aula Giulio Cesare ha illustrato un piano articolato: “Basta con l’idea che i rifiuti di Roma devono restare in città. È possibile l’utilizzo transitorio di discariche attive come quelle di Colleferro e Bracciano in attesa di aprire la nuova discarica a Pizzo del Prete o Allumiere”.

Ipotesi dell’ultima ora che difficilmente troveranno spazio. Anche perché, pur con tutte le cautele, il presidente della Regione Nicola Zingaretti ricorda che “nel sito individuato dal commissario sull’Ardeatina non verrà aperta una nuova discarica perché una discarica già esiste ed è stata autorizzata da anni per rifiuti molto più impattanti che non i materiali trattati. Noi valuteremo, perché è giusto fugare ogni dubbio, ma i cittadini devono sapere che a Roma non ci sarà mai più una nuova Malagrotta”.

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