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Mps: Mancini vuota il sacco, politici ci chiedevano sempre soldi

Continue sollecitazioni politiche arrivavano alla Fondazione Mps per finanziarie la concessione di finanziamenti a progetti presentati da enti e associazioni senesi e non. Lo ha precisato il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini nel corso dell’interrogatorio con i pm avvenuto nel luglio dello scorso anno.

Mancini ha detto di non ricordare “richieste esplicite” da parte dell’ex deputato del Pd ed ex sindaco Franco Ceccuzzi che “potevano eventualmente pervenire dagli uomini di riferimento di Ceccuzzi” che Mancini indica in Luca Bonechi, ex vicepresidente della Fondazione e in Alessandro Piazzi, attuale componente della deputazione amministratrice della stessa fondazione, che sta per essere rinnovata.

VERDINI PUNTO DI RIFERIMENTO MUSSARI NEL PDL

L’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari aveva “come punto di riferimento nel Pdl l’onorevole Verdini” ha detto Mancini.
“Posso affermare che l’altra persona con cui Mussari aveva dei rapporti era Gianni Letta. Ricordo che Letta affermava che Mussari era il suo riferimento in banca, mentre il sottoscritto era il suo riferimento in fondazione”. Mancini ha poi aggiunto che “Mussari aveva un cordiale rapporto anche con Veltroni quando questi divenne segretario del Pd”.

Mancini ha anche sottolineato parlando delle nomine nelle societa’ controllate dalla banca che vi era “una forte ingerenza dei partiti. La Fondazione – ha precisato – non esercitava alcuna ingerenza pur segnalando talvolta dei nominativi”.

BERLUSCONI D’ACCORDO SU PISANESCHI E QUERCI IN CDA

Gianni Letta telefono’ a Silvio Berlusconi per il via libera alla nomina nel cda di Banca Mps di Andrea Pisaneschi, in quota Pdl e di Carlo Querci come espressione dei soci privati. Lo stesso Letta richiamo’ Mancini informandolo che il presidente “aveva dato il suo assenso”. La nomina dello stesso Mancini e di Mussari “fu decisa dai maggiorenti della politica locale e regionale e condivisa dai vertici della politica nazionale”.

Lo sponsor principale di Mancini per la nomina alla presidenza della Fondazione Montepaschi, nel maggio del 2006, secondo quanto ha riferito lui stesso ai magistrati senesi era Alberto Monaci, attuale presidente del consiglio regionale della Toscana, allora nella margherita, oggi Pd. Mancini ha dichiarato che Monaci gli riferi’ che “era stato trovato un accordo con i diesse”. Ai magistrati Mancini ha detto che alle riunioni di Siena sui temi della Fondazione e della Banca prendevano parte il deputato senese Franco Ceccuzzi, Graziano Battisti,segretario provinciale, il sindaco di Siena e il presidente della Provincis.

Mancini ha poi riferito che a Roma si svolse una riunione con l’onorevole Francesco Rutelli, alla quale anche lui era presente assieme all’allora onorevole Alberto Monaci, all’onorevole Antonello Giacomelli e a Battisti. Fu Rutelli a dare il via libera all’accordo che gli era stato prospettato.

MUSSARI, NON ESCLUDO DI AVER PARLATO DELL’OPERAZIONE ANTONVENETA

“Non ricordo, ma non posso escluderlo, di aver parlato ne’ con Ceccherini ne’ con Cenni e, se l’ho fatto, non l’ho fatto per violare la norma in contestazione, ma perche’ ritenevo che cio’ fosse collegato alle funzioni istituzionali da costoro e da me ricoperte”. Lo ha sostenuto l’ex presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari interrogato a lungo dai Pm titolari delle inchieste su Banca Mps svoltosi il 15 febbraio scorso in merito all’accusa di insider trading perche’ avrebbe comunicato prima dell’ufficializzazione la conclusione dell’operazione Antonveneta da parte di Banca Mps all’allora sindaco di Siena Maurizio Cenni, al presidente della provincia Fabio Ceccherini e a Enrico Bombieri, responsabile dell’investment banking di JP Morgan.

NUOVA INCHIESTA COLLEGATA AL SUICIDIO ROSSI

I pubblici ministeri senesi Aldo Natalini e Nicola Marini hanno aperto un nuovo fascicolo collegato alla morte di David Rossi, gia’ responsabile dell’area comunicazione di Banca Mps avvenuta il sei marzo scorso. I magistrati secondo quanto si apprende da fonti vicine all’inchiesta, hanno preso la decisione dopo la pubblicazione di alcune mail che Rossi aveva inviato all’amministratore delegato di Banca Mps Fabrizio Viola. Due persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati.

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