| categoria: editoriale

Salviamo il soldato Silvio

Il Cavaliere (ma fino a quando) è una risorsa del Paese, salviamolo in qualche modo, troviamo un modo per salvargli la faccia e consentiamo al sistema di andare avanti. Mettiamo la sordina ai toni e torniamo al buon senso politico, se mai ce n’è stato. L’ultimo imperativo categorico è questo e i falchi alla Santanchè se ne facciano una ragione. Perfino Berlusconi lo ha capito, perfino Marina, la figlia-delfino, ha preso una lucida posizione sposando la linea dell’eterno, inaffondabile Gianni Letta, l’uomo dei momenti difficili, della mediazione ad oltranza, dei canali diplomatici giusti. Niente grazia,il Quirinale non può cedere di fronte agli italiani, di fronte al mondo ad un ricatto politico del cittadino Silvio Berlusconi, condannato, senza passaporto, presto senza seggio parlamentare. Dunque troviamo un’altra strada, ragionata e negoziata, passiamo un agosto tranquillo – si fa per dire – e a settembre si vedrà. E le truppe cammellate, i berluscones che affluiscono a Roma con centinaia di pullman, sfidando il solleone, per sostenere il leader maximo? Gli daremo in pasto qualcosa, ma niente inviti a sovvertire le istituzioni, niente parole d’ordine incendiarie. Salviamo il salvabile, scarichiamo addosso al Pd, al governo Letta, al Quirinale, la responsabilità di tirare tutti fuori dai guai. E’l’ultima chanche.

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