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Il decreto ‘svuota carceri’ passa con 195 sì e 57 no

Il Senato ha approvato il decreto cosiddetto ‘svuota carceri’ con 195 sì e 57 no. Il disegno di legge di conversione è ora definitivo.

Il problema del sovraffollamento delle carceri non si risolve con con lo ‘svuotacarceri’ e meno ancora con l’amnistia: “Se qualcuno pensa di farlo sappia che dalla Lega avrà altro che il Vietnam o l’Afghanistan”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Lega Roberto Maroni presentando un pacchetto di proposte del partito sulla giustizia, che comprende tre pdl (tra cui per il sovraffollamento delle prigioni) da presentare a settembre e l’adesione a 4 dei referendum Radicali.

“E’ un primo passo avanti. Il tema carceri è complesso e delicato che non si può esaurire con questo decreto, ma è un passo importante al quale è necessario dare seguito con altri interventi”. Lo ha detto il senatore Giuseppe Lumia, capogruppo Pd in commissione Giustizia intervenendo in aula in dichiarazione di voto. “Il lavoro del Senato ha sicuramente migliorato il testo del governo – ha proseguito – selezionando meglio i reati da escludere e avanzando proposte come quella di escludere i recidivi gravi dai benefici. Così come il testo è stato integrato su punti qualificanti, per esempio per noi era importante dare un segnale forte sul finanziamento illecito ai partiti”. “Abbiamo scelto una via rigorosa – ha aggiunto – i mafiosi restano in carcere, i corrotti non hanno alcun vantaggio. Finalmente si è fatto un passo in avanti per dare al sistema carcerario e della giustizia che tengano conto dell’uomo e della certezza del diritto. Ora serve più coraggio perché è necessario proseguire su questa strada coniugando insieme la necessaria dimensione del trattamento rieducativo della pena con una maggiore sicurezza per i cittadini. Questi due elementi devono andare insieme in una democrazia matura”. “Per questo – ha concluso Lumia – a settembre potremo già intervenire affrontando due provvedimenti come quelli sulla messa alla prova e sulla depenalizzazione perché è necessaria una visione d’insieme del pianeta giustizia. Occorre avere il coraggio di aprire un’ampia discussione sul funzionamento della giustizia civile, penale e amministrativa nel nostro Paese, tenendo come punti fermi i diritti dei cittadini e la certezza della pena e del diritto”.

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