| categoria: sanità

Infezioni ospedaliere, in Svizzera arrivano le “pagelle” per gli ospedali

Negli ospedali svizzeri migliaia di pazienti ogni anno contraggono infezioni dopo essere stati sottoposti a interventi chirurgici. Ad accendere i riflettori sulle malattie nosocomiali è l’Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità in ospedali e cliniche (Anq), che ha pubblicato i risultati di uno studio condotto su 84 strutture e che annuncia la pubblicazione dei dati delle infezioni struttura per struttura. Una sorta di ‘pagelle’, sulla base dei quali i cittadini potranno scegliere l’ospedale al quale rivolgersi. Swissnoso, associazione impegnata nella riduzione delle infezioni ospedaliere e da germi multiresistenti, ha monitorato 52 mila interventi fra giugno 2010 e settembre 2011 (chirurgia viscerale e taglio cesareo), e da giugno 2009 a settembre 2010 (ortopedia e chirurgia cardiaca). I tassi di infezione emersi sono paragonabili a quelli rilevati in Europa e Usa. Il rapporto non menziona tuttavia le stime di esperti, secondo cui le infezioni in ospedale riguardano circa 70 mila pazienti, causano 2 mila decessi e costi supplementari per 240 milioni di franchi. Stando alla ricerca pubblicata, il tasso di infezione più basso (1,2%) è quello registrato dopo interventi di ernia. Se si considerano solo le infezioni in profondità, il tasso scende allo 0,3%. Sono stati riscontrati tassi di infezione relativamente bassi anche dopo i tagli cesarei (1,8%) e la chirurgia protesica ortopedica (ginocchio 2%, anca 1,6%), mentre la chirurgia del colon (12,8%) e i bypass gastrici (16,7%) presentano i maggiori rischi. I nomi degli 84 ospedali non sono citati nello studio, ma il prossimo rapporto menzionerà espressamente gli istituti con le relative cifre. L’obiettivo dell’Anq è permettere ai pazienti di scegliere dove farsi curare. Redazione Online News

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