| categoria: sanità Lazio

Spallanzani, “congelato” il reparto delle morti sospette

Contagi e morti sospette in seguito al trapianto di reni: chiusa la sala operatoria dei trapianti e il reparto di rianimazione all’ospedale Spallanzani. L’ordine è arrivato dalla Regione Lazio lo scorso 8 agosto, i pazienti già ricoverati e le operazioni in programma sono state quindi momentaneamente spostate all’ospedale San Camillo.

La chiusura si sarebbe resa necessaria per consentire a una squadra di esperti di sanificare e ristrutturare l’intero reparto. Il sospetto infatti è che il batterio del contagio provenga da lì. L’allarme era scattato lo scorso luglio: in 18 mesi 12 pazienti hanno contratto gravi infezioni in seguito al trapianto di reni e 4 di loro sono morti. Il Centro Nazionale dei Trapianti (Cnt) e la Regione Lazio hanno subito aperto un’indagine interna.

Sono state quindi costituite due commissioni straordinaria in collaborazione con il Cnt per effettuare indagini approfondite sul centro specializzato dell’ospedale e nei prossimi giorni potrebbero arrivare i primi risultati. Esperti e specialisti nel controllo stanno effettuando tutti gli accertamenti del caso per stabilire la causa della malattia, la commissione è stata incaricata di verificare le valutazioni di rischio clinico e di accertare se siano state rispettate tutte le misure igieniche di prevenzione alle infezioni durante l’intervento.

L’ipotesi al momento è che i pazienti possano aver contratto un germe all’interno delle sale operatorie proprio dove sono stati eseguiti i trapianti. Il sospetto è che si tratti di

Klebsiella, un genere di batteri negativi normalmente presente nella mucosa respiratoria e nell’intestino dell’uomo. Oppure di acinetobatteri, batteri che possono essere la causa di infezioni urinarie o di infezioni respiratorie.

Sulla questione era intervenuto anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt): “Prima di tutto è stato avviato un audit con gli esperti del Cnt e del centro regionale trapianti” aveva confermato. “E la Regione Lazio, dopo il nostro audit, ha deciso di avviare due commissioni, una di esperti scelti dalla Presidenza e una dell’Asl, attendiamo a breve i risultati”.

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