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Nuoto:Pellegrini e’ lite,conti da ragionieri su medaglie

La Federazione le fa i conti in tasca, e sui premi del nuoto la polemica diventa guerra. Federica Pellegrini non ci sta e si dice ”allibita” di fronte al ”calcolo ragionieristico sui premi economici conquistati in piscina”: un contrattacco al veleno alla gia’ dura replica della federnuoto sul caso sollevato dalla stessa olimpionica sulla disparita’ di contributi ricevuti ai mondiali di Roma per la doppietta d’oro (lei tremila euro e la rivale Alessia Filippi ventimila per un oro e un bronzo). La Fin ha messo nero su bianco il montepremi accantonato dalla regina della vasca in sei anni: 750 mila euro, che tra 2006 e 2012 la Pellegrini avrebbe ricevuto dalla stessa federazione, 147mila solo nella rassegna iridata della Capitale, ”somma che rispecchia criteri meritocratici uguali per tutti gli azzurri”. Una cifra che non comprende i soldi del club olimpico e i premi che il Coni destina alle medaglie olimpiche. ”Sono allibita dalle dichiarazioni del presidente del mio sport – dice la nuotatrice – Al calcolo ragionieristico dei premi sarebbe fin troppo facile rispondere con l’elenco di medaglie e primati del mondo che ho conquistato dal 2004 a oggi”. Un palmares che rende la Pellegrini uno degli sportivi italiani piu’ conosciuti al mondo. Ma ancora una volta – l’idillio si sa tra le parti non c’e’ mai stato – si torna a litigare. ”Tutto questo per aver espresso una semplice critica? (lo aveva fatto via twitter ndr) – continua la Pellegrini – Incredibile”. E dispiace al Coni che venga tirata in ballo un’atleta cosi’, ”patrimonio di tutto lo sport italiano” sottolinea il segretario generale del comitato olimpico italiano, Roberto Fabbricini che ora chiede di rivedere in nome dalla trasparenza anche il sistema di contribuzioni. ”L’empasse e le polemiche si superano con la chiarezza preventiva, che fa bene agli atleti, alle federazioni e al Coni stesso. Lungi dal pensare che la federnuoto agisca contro le regole o le scriva per tornaconto politico, pero’ ritengo che la trasparenza sia fondamentale: e’ auspicabile che certi criteri siano messi nero su bianco. Le polemiche sono abnormi, perche’ qui non si parla di premi corrisposti per le medaglie, ma le regole federali al momento non sono chiarissime”. Il circolo canottieri Aniene, la societa’ per la quale e’ tesserata la Pellegrini, parla di ”caduta di stile” da parte della Federnuoto e invita proprio la Fin a ”pubblicare in maniera ‘trasparente’ le delibere Federali che stabiliscono i criteri di elargizione di quelli che sono soldi pubblici”. E nella querelle era entrato pure lo sponsor della Pellegrini, disposto ora a pagare quel premio che la nuotatrice non ha ricevuto. ”Basta con questo sistema clientelare che regge la federazione e mandare tutti a casa – l’accusa di Gianluigi Cimmino, ad del gruppo Yamamay – e’ un’ingiustizia: sono elargiti premi alle societa’ dell’orbita di Barelli a scapito di altre che non fanno parte di questo ciambellone magico”. Lei, la Divina, su twitter aveva scritto ”per chi non ha capito bene la questione e pensa ancora che io mi lamenti per 3000 euro…”. Infatti, quelli erano solo gli incentivi al club (l’Aniene nello specifico). Che la campionessa intende difendere. Non difende la Fin, e quei calcoli da ragionieri. La telenovela al veleno continua.

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