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IL PUNTO/ Polemiche eterne sul traffico nei canali a Venezia

Il Canal Grande dipinto da Canaletto con tante barche solo a remi e’ uno sbiadito ricordo. Oggi le vie d’acqua di Venezia sono degne del traffico delle metropoli mondiali e la polemica in citta’ va avanti da decenni, mettendo l’uno contro l’altro gli interessi dei trasportatori e dei taxisti, degli stessi gondolieri che vorrebbero piu’ attenzione per chi si sposta a remi, e degli ambientalisti. Se la tragedia del Giglio aveva spostato momentaneamente il dibattito solo sui “giganti del mare”, che praticamente fanno il loro “inchino” davanti a Piazza San Marco per giungere alla Marittima, latente, e irrisolto, e’ rimasto il problema del traffico acqueo minore e del moto ondoso provocato dagli scafi a motore. Oggi il Canal Grande si e’ arrivati all’apice delle situazioni di rischio, con l’incidente mortale tra una gondola e un vaporetto, costato la vita ad un turista tedesco. Ma in passato sono state innumerevoli le collisioni tra imbarcazioni in citta’ nei punti piu’ trafficati, come quelli tra Calle Vallaresso e il pontile del “Danieli”, talvolta con danni tali da far affondare le gondole. Negli ultimi 20 anni non si contano gli incontri tra categorie ed Enti per affrontare la gestione del traffico acqueo, ma non sono mai arrivate scelte definitive, come oggi sottolineano i gondolieri. Si e’ ottenuta, ad esempio, la chiusura del Canal Grande ai “lancioni” gran turismo, ed il contingentamento per fasce orarie dei barconi che scaricano le merci in citta’ per alberghi e ristoranti. Si e’ tentata invece senza successo la strada del Commissario delegato per il moto ondoso, carica ricoperta da assessori e sindaci nella prima meta’ degli anni 2000, che tuttavia ha sortito il sole effetto di qualche controllo in piu’ da parte della polizia municipale, dell’abbassamento dei limiti di velocita’ e, come ulteriore deterrente, dell’uso del telelaser da parte dei vigili. Tra le proposte rimaste nel cassetto, quella di un’ecotassa per consentire l’attraversamento del Canal Grande alle imbarcazioni a noleggio, e l’idea di un contingentamento di questi mezzi. La filosofia era quella di distinguere l’accesso in centro storico tra i mezzi del servizio pubblico ed taxi acquei dalle barche a nolo, ma non teneva presente – sottolineano i gondolieri – che i problemi vengono generati proprio dai vaporetti e dalle categorie del trasporto pubblico, che vedono crescere periodicamente il numero delle licenze. Per correre ai ripari, nella seconda meta degli anni 2000, il Comune di Venezia ha varato il sistema Argo, accessibile a tutti in internet. Si tratta di una serie di 14 telecamere poste lungo il Canal Grande e 40 sensori, gestito direttamente dai vigili urbani, che permette di monitorare il traffico in diretta. E’ stato proprio Argos a confermare che nel solo Canal Grande esiste un traffico che sfiora le 1.200 imbarcazioni al giorno, la maggior parte delle quali rappresentate proprio da vaporetti, taxi e natanti per trasporto merci.

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