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Rischiò di annegare per salvare un bimbo in mare, oggi viene premiato

Incurante del pericolo, lo scorso 10 agosto ha rischiato di annegare per salvare un bimbo di 8 anni in mare, che rischiava di finire travolto dalle onde: nello stesso tratto di spiaggia, in zona 47, il sindaco di Misano Stefano Giannini oggi lo ha voluto premiare, il giorno dopo le dimissioni dall’ospedale, con un attestato di merito civile e una medaglietta d’oro. Il turista coraggioso si chiama Sergio Cappelli ha 33 anni e vive a Levico, in provincia di Trento.
Presenti alla cerimonia: i bagnini Massimo, Eraldo e Flavio, che sono intervenuti nel salvataggio (e che verranno menzionati al merito dal Sindaco nel corso della cerimonia di fine anno), gli amministratori e Giuseppe, l’amico di Sergio e istruttore sportivo, che ha praticato il primo soccorso col massaggio cardiaco riportando in vita l’eroico trentino. Sergio, che si trovava in vacanza a Misano con Monica, lo scorso 10 agosto, nonostante il mare mosso, voleva solo fare l’ultimo bagno. Di fisico possente, ma non un grande nuotatore, ha rischiato invece di finire annegato pagando a caro prezzo il suo gesto di grande altruismo. L’uomo, che ha raccontato di avere uno zio morto per annegamento, forse anche per questo non ci ha infatti pensato due volte ad andare in soccorso del piccolo, richiamando con il suo gesto l’attenzione di bagnini ormai non piu’ in orario di servizio (erano passate le 18.30) e bagnanti in spiaggia. Il bimbo è stato raggiunto poco dopo e tratto in salvo: più difficile invece si è rivelato il salvataggio del trentino, raggiunto ormai risucchiato dalla corrente, privo di sensi e col capo riverso in acqua. Riportato a riva su un moscone di salvataggio, e’ stato salvato da un bagnante, con la respirazione bocca a bocca. Trasportato all’ospedale di Riccione, le sue condizioni sono migliorate in pochi giorni.
“Volevo fare un ultimo bagno in mare prima di tornare in albergo, anche se era molto mosso, restando vicino alla riva perché so stare appena a galla- ha raccontato Sergio Cappelli – Mentre ero in acqua ho visto il bambino 20 metri più al largo di me chiaramente in difficoltà. Gli ho urlato di rientrare, ma mi ha risposto che non ci riusciva. La risacca delle onde lo stava portando sempre più al largo. Allora ho cercato di richiamare l’attenzione della gente sulla spiaggia, poi ho visto che il bambino continuava ad allontanarsi e cominciava a bere e mi sono istintivamente lanciato verso di lui senza pensarci su, benche’ non sia un nuotatore. Mi sono avvicinato senza riuscire a raggiungerlo, poi ho cominciato ad annaspare e a bere perché c’erano molte onde, mentre stavano arrivando i soccorsi. Ho perso i sensi e ho cominciato a risentire delle voci che dicevano “si sta riprendendo” solo quando mi sono risvegliato in ambulanza. Mi hanno detto che il bagnino Eraldo, con l’aiuto dei bagnanti mi aveva issato sul moscone mentre ero svenuto. A riva il mio amico Giuseppe di Milano mi ha riportato in vita: ha praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco”. Redazione Online News

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