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Atletica: Mondiali;Bolt da leggenda,otto ori come Lewis

Cala il sipario sui XIV mondiali di atletica leggera di Mosca, con l’ennesima polemica sul presunto bacio saffico di due atlete russe come sfida alla legge omofoba di Putin. Ma il protagonista e’ sempre lui, il giamaicano Usain Bolt, che dopo i 100 m e i 200 m ha centrato il ‘triplete’ nella 4×100 stabilendo l’unico primato di una kermesse senza record: con la sua ottava medaglia d’oro e’ diventato l’atleta piu’ titolato nelle competizioni iridate, uguagliando la collezione di due americani, Michael Johnson (8 tutte d’oro) e Carl Lewis (8 d’oro, oltre a 1 d’argento e 1 di bronzo), ma superando entrambi grazie ai suoi due argenti. Lewis lo batte ancora mettendo insieme Olimpiadi e Mondiali (17 ori, di cui sei nel salto in lungo, oltre a 2 argenti e 1 bronzo), mentre Bolt ha 14 ori e 2 argenti. Ma la sua carriera e’ ancora lunga e, come ha ribadito lui stesso, intende difendere per la terza volta consecutiva i suoi titoli anche alle prossime Olimpiadi di Rio nel 2016, impresa che finora non e’ mai riuscita a nessuno. L’anno prima, inoltre, ci saranno i Mondiali a Pechino. Davanti ad uno stadio quasi tutto esaurito e con tifo calcistico, il quartetto giamaicano ha chiuso con il tempo di 37”36, seconda prestazione stagionale, e ha preceduto gli Stati Uniti, medaglia d’argento con 37”66 e la Gran Bretagna, poi squalificata a favore del Canada per una irregolarita’ nel passaggio di testimone. Predominio giamaicano anche nella 4×100 femminile, con il tempo di 41”29 (l’argento e’ andato agli Usa dopo la squalifica della Francia, il bronzo alla Gran Bretagna) e il tris (dopo i 100m e i 200 m) del ”razzo tascabile” Shelly-Ann Fraser-Pryce, alla sua sesta medaglia mondiale. Arrivata senza Powell, la Campbell e la Simpson squalificate, Blake e Frater infortunati, la Giamaica ha dominato lo sprint e vinto il duello con gli Usa, arrivando terza nel medagliere con 6 ori. Oltre ai due ‘triplete”, ha piazzato anche 4 atleti nei primi 5 nella finale dei 100 e 3 nei primi 4 nei 200 m: a dimostrazione che la velocita’ abita laggiu’. Gli Usa hanno perso anche la sfida finale con la Russia, che per la prima volta ha battuto i rivali di sempre, con Putin che si e’ messo a fare telefonate di incitamento agli atleti piu’ accreditati: 7 a 6 negli ori, anche se gli americani hanno collezionato piu’ medaglie (25 a 17). Una battaglia che l’Italia ha guardato da lontano, dal suo 26/0 posto finale (su 33 paesi presenti nel medagliere) con il solo argento della Straneo nella maratona donne, insieme a Botswana, Finlandia, Ungheria e Qatar. Perdute le staffette, gli Usa potevano avere ancora speranze d’oro nel salto triplo ma il campione olimpico Chistian Taylor e’ arrivato solo quarto in una straordinaria gara vinta dal francese Teddy Tamgho (che non saltava da 20 mesi) con 18,04 m: era da 17 anni che nessuno superava la barriera dei 18 metri. Il giavellotto ha confermato la trentunenne campionessa olimpica tedesca Christina Obergfoell con un lancio di 69,05 metri. Il keniano Asbel Kiprop ha conservato il titolo iridato nei 1500 metri, vincendo con il tempo di 3’36”28. Successo keniano anche negli 800 femminili, dove Eunice Sum ha vinto con il tempo di 1’57”38, precedendo la favorita Mariya Savinova (1’57”80), campionessa iridata uscente. Ma il grande mattatore e’ stato Bolt sino all’ultimo: dopo la gara conclusiva ha raccolto gli applausi del pubblico con l’ennesimo show. Prima si e’ tolto le scarpe per fare il giro di pista scalzo, quindi ha lanciato prima una scarpa e poi l’altra in tribuna. Infine si e’ messo a danzare a ritmo di tamburo mimando passi di danza cosacca: si e’ abbassato sulle ginocchia allungando a fasi alterne le sue lunghe gambe sino a rischiare di cadere all’indietro.

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