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Seduta lampo alla Camera, poco più di cento deputati su 630. Scontro Boldrini-M5S

La presidente della Camera Laura Boldrini

Poco più di cento su 630 sono i deputati che hanno preso parte alla seduta agostana della Camera dei deputati per incardinare il decreto sul femminicidio. Alla seduta – presieduta dalla presidente Laura Boldrini alla presenza del ministro per i Repporti con il Parlamento Dario Franceschini (Pd) – partecipano una quarantina di deputati del Pd. Presente tra i banchi di Montecitorio il segretario Guglielmo Epifani, nonché diversi esponenti ‘renziani’ (Richetti, Boschi, Rughetti). Oltre venti i deputati ‘grillini’, tra i quali il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Presenti, inoltre, una decina di parlamentari di Sinistra, ecologia e libertà, una decina di deputati del Pdl e infine alcuni parlamentari di Scelta Civica e Lega.

Nuovo battibecco tra i grillini e la presidente della Camera Laura Boldrini sulla seduta agostana della Camera dedicata all’incardinamento del decreto femminicidio. “Correrò il rischio di essere populista e cinico come dice il collega Walter Verini”, ha detto Walter Rizzetto (M5S). “La ratio delle critiche del movimento Cinque stelle non era tentare di non parlare di un tema così importante. Noi faremo la nostra parte. Quello che non capiamo è questo stop, queste mezze ferie per poi essere richiamati alla Camera e poi farne altre. La giornata di oggi costa 150-200mila euro tra trasporti e servizi offerti dalla Camera dei deputati, e noi saremmo stati più d’accordo a dare questi soldi ai centri in sostegno alle donne”. Immediata la replica di Boldrini: “Ma lei ha capito che è un obbligo essere qui? Cosa parla di sprechi? Questo è un esercizio democratico”.
Sono successivamente intervenuti altri parlamentari grillini. Per Giulia Sarti il punto non è il tema del provvedimento ma dare l’impressione che Parlamento e Governo stiano lavorando mentre “la metà dei componenti del Governo è piuttosto impegnata in una delle più grandi eventi eclatanti dell’estate, il meeting di Rimini, regno di grandi accordi e di larghe intese, dove proprio in questa settimana si potrebbe trovare la soluzione tanto paventata per salvare il pregiudicato Silvio Berlusconi dalla sua naturale e ovvia decadenza da senatore”. “Ci vendiamo la Camera dei deputati come il luogo in cui si lavora”, ha detto Carlo Sibilia, “ma noi qui non stiamo lavorando, questo non è un lavoro, ci vogliono due minuti per incardinare questo provvedimento”. “Quindi – ha ribattuto Boldrini – dovevamo essere più brevi… Interessante, c’è chi dice che dovevamo dare più spazio alla discussione, come vede è difficile mettere tutti d’accordo”. Massimo Artini, infine, ha domandato se la data odierna sia stata scelta perché “a metà tra una vacanza e l’altra” della stessa Boldrini. “Mi spiace – ha chiosato la presidente della Camera – che il livello sia questo: è un atto costituzionalemte dovuto, dovevamo farlo, se non lo avessimo fatto non avremmo ripsettato la Costituzione. Criticare non è segno di maturità”

Laura Boldrini replica poi duramente alla Lega che in Aula l’accusa di protagonismo per la convocazione di oggi per il Dl sul femminicidio. “Giusto per esser chiari – dice rivolta a Nicola Molteni – le ricordo che avevo scritto nel post su Facebook che era prevedibile che Montecitorio dovesse riunirsi già dopo il 20 di agosto per la presentazione di un decreto. E che in ogni caso la prossima seduta era fissata per il 6 settembre. Non credo che questo sia protagonismo, credo che sia una comunicazione assolutamente legittima. Non c’è nulla di vanto, solo un fatto”.

“Io ho fatto solo il mio lavoro, né più né meno. Non ho fatto niente di eccezionale. Sarebbe stato grave se non l’avessi fatto”. Così la presidente della Camera Laura Boldrini ha risposto ai giornalisti che in transatlantico le hanno domandato delle polemiche di grillini e leghisti alla odierna seduta agostana. “La polemica – ha detto Boldrini – è strumentale e sterile e non aiuta, serva ad allontanare i cittadini dalle istituzioni. Io sto cercando di fare il contrario, di avvicinare le istituzioni ai cittadini e le cose sono cambiate. Poi, se ci vogliono due minuti o due ore, ci vuole il tempo che ci vuole, è un esercizio di democrazia”. “Le polemiche – ha detto ancora Boldrini – sono tutte chiacchiere di chi non ha argomenti validi. Dispiace che accada e non è segno di maturità. Tutto questo va a discapito dell’istituzione stessa e allontana i cittadini dalle istituzioni. Dispiace a chi, come me, sta cercando di avvicinare i cittadini alle istituzioni. Evidentemente chi solleva polemiche pretestuose – ha concluso – non ha lo stesso obiettivo”. Redazione Online News

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