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Egitto: Piramidi deserte, a ‘caccia’ di turisti

”E’ qui l’ufficio, vieni a fare i biglietti”: una folla di ‘cacciatori’ di turisti assalta le poche auto in arrivo a Giza, dove si stagliano maestose le Piramidi, custodite dalla meravigliosa Sfinge. Uno si aggrappa al finestrino, ”dai per favore, vi accompagno”, un altro quasi si butta sul cofano, davanti allo sguardo annoiato di due militari a bordo dei carri armati M113, i cingolati con mitragliatrice pesante, che presidiano l’ingresso. ”Non sono cattivi. Ti potevi fermare: sono affamati, non ci sono turisti”, spiega un agente di polizia. Il crollo del flusso di visite e’ tangibile: un silenzio irreale rotto solo dal vento abbraccia un deserto di sabbia e umanita’. Sulla spianata da cui si ammirano le tre Piramidi, uno stuolo di venditori sciama all’arrivo di una manciata di turisti, sudamericani: ”Oggi sta andando bene. Nelle ultime due settimane arrivano si e no venti persone. Nessun americano, pochi europei”, racconta Ramadan. ”Molti di noi sono rimasti a casa, tanto non si fanno soldi. Ma noi dobbiamo mangiare, veniamo lo stesso”. Poi ci sommerge di statuette, penne del Faraone, borselli di tutte le fogge: ”Prendete tutto per 100 lire (circa 10 euro), vi prego”. Arrivano due pullman, carichi di turisti indonesiani: ”Con gli asiatici c’e’ poco da fare, hanno le guide delle agenzie turistiche, per vendere qualcosa devi sperare che chi li scorta sia tuo cugino”, sbuffa Ramadan. Tutto costa, poco, ma costa. Anche una foto a un cammello: ”Lo so che non ci sei salito sopra, ma dammi qualcosa, per favore”, dice un ragazzo che racconta di chiamarsi Luca per carpire benevolenza. Al crollo dei prezzi dei souvenir all’ombra delle Piramidi fa da contraltare un’impennata dell’inflazione al Cairo: ”E’ schizzata alle stelle per colpa di negozianti approfittatori”, scrive la stampa filo-governativa. La crescita dei prezzi dei beni al consumo, si difendono i venditori, e’ dovuto all’instabilita’ e al coprifuoco che costringe a una chiusura anticipata. Alcuni denunciano che i ”vigilantes” dei checkpoint notturni messi in piedi dai civili sarebbero ”ladri, attaccano i negozi e rubano tutto”, mentre la distribuzione, in particolare di cibo, e’ ostacolata dalla ”scarsa sicurezza nelle province, da dove arrivano per esempio frutta e verdura”. In molti casi, secondo i negozianti, ”i camion vengono assaltati” e per questo ”nei supermarket arrivano meno prodotti”.

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