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Mediaset, il Berlusconi ferito, per i giudici fu la “mente” della frode fiscale

E’ stata depositata la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset con le motivazioni per cui i giudici della Suprema Corte hanno confermato la condanna per Silvio Berlusconi.

>La Cassazione nella motivazioni della sentenza Mediaset, confermando le impostazioni dei giudici di merito, scrive che “Silvio Berlusconi fu ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo”. Berlusconi, “conoscendo perfettamente il meccanismo, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato – si legge nella sentenza – mantenendo nelle posizione strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale”.
I giudici della Suprema Corte sottolineano anche come questi ultimi “attraverso l’analisi del cosiddetto ‘giro dei diritti’ ne hanno individuato le caratteristiche di meccanismo riservato direttamente promanante in origine da Berlusconi e avente, sin dal principio, valenza strategia per l’intero apparato dell’impresa a lui facente capo”. Sempre rifacendosi ai giudici di merito la Suprema Corte ripercorre il meccanismo illecito, “un gioco di specchi sistematico” relativo all’acquisizione dei diritti tv, che “rifletteva una serie di passaggi privi di giustificazione commerciale”. E “ad ogni passaggio, la lievitazione di costi era (a dir poco) imponente”.

Le 208 pagine della sentenza, che conferma l’impianto dei giudici di merito, sono firmate dall’intero collegio della Sezione feriale e non dal solo estensore, come accade di norma: dal presidente, Antonio Esposito, al relatore, Amedeo Franco, agli altri componenti Claudio D’Isa, Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo. Una scelta non casuale, che indica una sorta di condivisione, anche alla luce delle polemiche che hanno accompagnato la contestata intervista di Esposito al ‘Mattino’. Durissima la reazione a caldo dello stesso Berlusconi, che parla di “sentenza allucinante, basata sul nulla“. E da tutto il Pdl è un’unica levata di scudi contro le motivazioni della Cassazione. Motivazioni “chiarissime” e una sentenza “affatto basata sul nulla” per il Partito democratico, che invita a non invocare “tempi supplementari” in giunta al Senato. E arriva anche una nota ufficiale di Mediaset che ribadisce “che nessuna interferenza vi è stata da parte di Silvio Berlusconi sull’operato degli organi sociali, che hanno sempre avuto cura di perseguire gli esclusivi interessi della società e di tutti i suoi azionisti”.

Le conclusioni alle quali erano arrivati i giudici dellla Corte d’Appello di Milano a proposito di Berlusconi, “un imprenditore che avrebbe dovuto essere così sprovveduto da non avvedersi del fatto che avrebbe potuto notevolmente ridurre il budget di quello che era il costo delle sue aziende”, sostiene poi la Cassazione, sono “del tutto conformi alle plurime risultanze probatorie che essi hanno richiamato, riportato e valutato con adeguate argomentazioni del tutto immuni da vizi logico-giuridici e, come tale, non sindacabili in questa sede di legittimità”. E per i giudici è evidente “l’assoluta inverosimiglianza dell’ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi (proprio in quello che è il suo campo di azione e nel contesto di un complesso meccanismo da lui stesso strutturato e consolidato) da parte di personaggi da lui scelti e mantenuti, nel corso degli anni, in posizioni strategiche e nei cui confronti non risulta essere mai stata presentata denuncia alcuna”. I legali di Berlusconi bocciano la motivazione come “inesistente”, “un collage delle precedenti decisioni” che “nella fretta di voler confermare la sentenza emessa a Milano” non ha tenuto conto “delle reali risultanze probatorie e delle conclamate violazioni del diritto di difendersi provando”. Mai, sostengono Coppi, Ghedini e Longo “il presidente Berlusconi si è occupato degli acquisti dei diritti televisivi”. E inoltre, denunciano, “trattandosi poi di una decisione della Corte di Cassazione, la sentenza è ancora più deludente sul piano strettamente giuridico nella misura in cui non ha dato ragionevoli risposte agli argomenti proposti dalla difesa”.

“La motivazione della sentenza di condanna di Berlusconi è semplicemente stupefacente” sostiene Fabrizio Cicchitto, ed è “coerente anziché con un costrutto di tipo giuridico con un teorema squisitamente politico”. Si tratta di una sentenza “profondamente innovativa perché inaugura un nuovo modo di giudicare della Cassazione: non si è pronunciata sulla legittimità ma sul merito. E anche sul merito si produce in un esercizio di alta acrobazia che si conclude con un bel tonfo”. Le motivazioni, interviene il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, “rafforzano i dubbi sull’infondatezza del teorema accusatorio. Sostanzialmente, Berlusconi è stato considerato colpevole in base al principio-teorema del non poteva non sapere, un vero obbrobrio giuridico”. Per la ‘pasionaria’ del Pdl Daniela Santanchè è una “giustizia record” quella che arriva dalla Suprema Corte. “Già depositate le motivazioni della sentenza. Paradossalmente, con un po’ d’ironia, potremmo dire che se Esposito avesse aspettato qualche giorno a fare quella intervista telefonica sarebbe addirittura potuto arrivare dopo la deposizione delle motivazioni”, commenta, e denuncia un sistema “che si piega alle esigenze politiche del momento. Da 20 anni sta dalla parte opposta a quella di Silvio Berlusconi”. Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ribadisce che “le sentenze si rispettano”. “Non ne vorrei parlare all’infinito – lamenta – Per noi la giustizia deve essere uguale per tutti e nessuno può essere sopra la legge”. E ricorda l’appuntamento del 9 settembre, quando la Giunta del Senato si riunirà per esaminare la decadenza di Berlusconi. La Giunta, assicura “valuterà le ragioni della difesa, come è giusto che sia, e poi deciderà”. Redazione Online News

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