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Venezia 70 celebra l’eros di Tinto Brass

Alla Mostra del Cinema di Venezia arriva “Istintobrass” il film documentario di Massimiliano Zanin sulla vita di Tinto Brass. Un Tinto politico, un cinema pieno di invenzioni linguistiche, elaborato grazie al contatto con i registi Joris Ivens e Roberto Rossellini. Nel cast Helen Mirren, Gigi Proietti, Serena Grandi e molti altri. Intanto Nicolas Cage presenta il film in concorso “Joe” e Lindsay Lohan dà forfait all’ultimo minuto.
Un cinema quasi dimenticato che il documentario si occuperà di riportare alla luce attraverso il racconto di quattro fra i più importanti critici cinematografici, prima di passare alla vita privata di Tinto, al rapporto speciale con la moglie Tinta e con i tanti attori che con lui hanno collaborato.

E poi ancora i primi grandi successi di pubblico, il cinema sul potere di “Salon Kitty” e “Caligula” e la consacrazione presso il pubblico internazionale con “La Chiave”.

Il documentario si spinge poi fino al presente, al Brass personaggio mediatico e alla sua iconografia del piacere voyeuristico. Un’immagine ormai sedimentata presso il pubblico, che viene approfondita attraverso i racconti di Gigi Proietti, del premio Oscar Helen Mirren, dell’attore-feticcio Franco Branciaroli, di Serena Grandi, di Franco Nero e del due volte premio Oscar Sir Ken Adam.

“Guardando il documentario di Zanin – dichiara Tinto Brass – sono tornato con la memoria ad alcuni dei miei film che ho amato particolarmente, come “L’Urlo” ad esempio. Oggi non è più possibile realizzare quel tipo di cinema, né l’ho mai visto fare da altri nel corso di questi anni. Sono contento di tornare a Venezia, soprattutto in un’occasione come questa. E’ una città mi ha dato l’ispirazione erotica e cinematografica, e molte altre idee che per la maggior parte sono rimaste chiuse nel cassetto. Ho ancora 40 copioni, continuo però a sognare pensando ancora oggi che siano una materia valida sulla quale lavorare”.

“Un anarchico della pellicola – cpnclude il regista Massimiliano Zanin – uno sperimentatore geniale, un inventore di sogni. Un vero grande artista il cui messaggio di libertà si imprime come un marchio a fuoco in ogni suo film. Questo film vuole raccontare un uomo controcorrente, che “ama l’amore” in un mondo che adora la violenza, il suo subire ogni censura portando sempre e comunque avanti un cinema che è primato della forma sul contenuto, del significante sul significato”.

LINDSAY LOHAN NON CI SARA’ – L’attrice, protagonista di “The Canyons” di Paul Schrader fuori concorso, non arriverà. Alla Mostra del cinema era attesa, una suite per lei prenotata all’Excelsior, i fotografi in fibrillazione, invece nella lista degli arrivi c’era il protagonista maschile, James Deen (noto attore pornografico americano qui alla prima esperienza cinematografica). Motivo del ripensamento lo stato di salute dell’attrice che è appena uscita dalla clinica di riabilitazione. Anche nel clan di “The Canyons” iniziano a emergere i malumori per il forfait dell’ultimo minuto di Lindsay Lohan. Lo scrittore cult Bret Easton Ellis, autore della sceneggiatura, già arrivato al Lido, su Twitter ha commentato: “Lindsay ci ha tirato un bidone”.

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