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Kerry, Assad come Hitler. Nuove prove su uso gas

Il segretario di Stato Usa John Kerry e’ convinto che il Congresso degli Stati Uniti “fara’ cio’ che e’ giusto”, approvera’ la decisione del presidente Barack Obama di usare la forza contro il regime di Assad, un uomo che usando armi chimiche ”si e’ unito ad Adolf Hitler e Saddam Hussein” nella galleria degli orrori della storia. E per rafforzare gli argomenti dell’amministrazione, anche davanti all’opinione pubblica, ha calato pubblicamente una nuova carta dal dossier messo insieme dagli 007 americani: nell’attacco del 21 agosto contro i ribelli, che ha causato oltre 1.400 morti, le forze di Bashar al Assad hanno usato gas sarin, gli Usa ne hanno le prove. Nuove prove: campioni di sangue e capelli risultati positivi e arrivati nelle ultime 24 ore in possesso degli Stati Uniti. Ma l’approvazione da parte di Senato e Camera dei Rappresentanti, che molti definiscono ”una scommessa”, e’ al momento tutt’altro che certa. Peter King, deputato repubblicano di lungo corso, ha affermato in un’intervista tv che se la richiesta di Obama fosse posta al voto oggi, con ogni probabilita’ verrebbe respinta, a causa ”dell’ala isolazionista”. Il dibattito a Capitol Hill non comincera’ pero’ prima del 9 settembre, e il tempo potrebbe giocare a favore del presidente. Anche perche’ nei prossimi giorni ci sara’ il vertice del G20 a San Pietroburgo, dove l’argomento Siria sara’ di certo affrontato tra i primi punti in agenda, e gli Stati Uniti potrebbero ottenere un piu’ ampio sostegno internazionale, quantomeno diplomatico. In un paio di settimane potrebbe anche arrivare il rapporto degli ispettori delle Nazioni Unite, a cui il segretario generale Ban Ki-moon ha messo fretta affermando di volerlo sul tavolo ”il piu’ presto possibile”. E soprattutto, nel frattempo andra’ avanti l’offensiva politica della Casa Bianca, che ha gia’ messo in calendario una lunga serie di riunioni con i parlamentari per presentare elementi e prove di intelligence piu’ o meno ‘classificate’. Subito dopo l’annuncio a sorpresa di Obama, la Casa Bianca ha inviato al Congresso una bozza di risoluzione, scritta evidentemente con lo scopo di rassicurare i parlamentari sull’obiettivo dell’intervento militare. Vi si chiede di autorizzare il presidente ad usare la forza militare ”per quanto lui ritenga necessario e appropriato in rapporto all’uso di armi chimiche o altre armi di distruzione di massa nel conflitto in Siria”, per prevenirne la proliferazione o che cadano in mano a terroristi, e per proteggere gli Stati Uniti e i suoi alleati. E sottolineando proprio quest’ultimo aspetto, Kerry ha affermato di non poter neanche contemplare la possibilita’ che ”il Congresso volti le spalle ad Israele, alla Giordania e agli altri alleati degli Usa nella regione”. Il segretario di Stato, che nei giorni scorsi e’ apparso come uno dei piu’ determinati esponenti dell’amministrazione sulla necessita’ di intervenire senza esitazione contro Assad, che ha esplicitamente definito “un assassino”, e’ ora in prima linea per difendere la decisione “coraggiosa” di Obama di chiedere l’ok del Congresso e cercare di ottenere il piu’ vasto consenso possibile non solo da parte dei parlamentari, ma anche da parte degli americani. Non a caso, oggi si e’ lanciato in una impressionante maratona tv, concedendo interviste ai cinque maggiori network del Paese. E non e’ detto che a dargli una mano, a lui e all’amministrazione non sia paradossalmente proprio il regime siriano, che oggi ha prontamente alzato il tono della retorica e degli sberleffi, parlando di “ritirata storica” e sostenendo che gli Stati Uniti sono stati “ridicolizzati” davanti alla determinazione siriana. Sberleffi a cui non ha risposto, mentre ha invece lanciato un monito: Assad “non sia cosi’ sciocco” da provare a sfruttare il ritardo per il voto al Congresso e riprovare a usare armi chimiche. “Il presidente Barack Obama sa che ha il potere di attaccare e io credo che si muoverebbe molto, molto rapidamente”.

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