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I supplementi nutrizionali orali riducono la durata e i costi dei ricoveri ospedalieri

Un nuovo studio di valutazione degli esiti economico-sanitari, condotto da massimi esperti del settore e supportato da Abbott, ha rivelato che la somministrazione di supplementi nutrizionali orali ai pazienti durante il periodo di ricovero in ospedale è associata a una significativa riduzione della durata della degenza e dei costi di ospedalizzazione. Inoltre, il rischio di riospedalizzazione a 30 giorni è diminuito notevolmente.
Pubblicato dall’American Journal of Managed Care (Febbraio 2013), lo studio evidenzia i vantaggi economici della somministrazione di supplementi nutrizionali orali a pazienti adulti in ambito ospedaliero.
La ricerca è stato presentata nel corso del congresso annuale della Società Europea di Nutrizione Clinica e Metabolismo (ESPEN) in corso a Lipsia dal 31 agosto al 3 settembre.
L’analisi retrospettiva è stata effettuata sui dati raccolti su oltre un milione di pazienti adulti ricoverati in ospedale negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2010.
I vantaggi per i pazienti che hanno ricevuto supplementi nutrizionali orali durante il ricovero in ospedale hanno incluso: una riduzione del 21 percento della durata della degenza, ossia 2,3 giorni in meno; una riduzione del 21,6 percento dei costi di ospedalizzazione, vale a dire un risparmio di 4.734 dollari
Inoltre, si è registrata una riduzione del 6,7 percento della probabilità di riospedalizzazione a 30 giorni nei pazienti che avevano avuto almeno una successiva riospedalizzazione e ai quali, durante la precedente degenza, erano stati somministrati supplementi nutrizionali orali.
Uno stato nutrizionale compromesso, specialmente in pazienti ricoverati per patologie gravi o in seguito a interventi chirurgici, può portare a periodi di degenza più lunghi, a un aumento delle complicanze e del numero delle riospedalizzazioni e a un incremento delle relative spese sanitarie. – afferma Maurizio Muscaritoli, Professore associato di Medicina Interna, Università degli Studi La Sapienza di Roma e Direttore UOD Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica presso Umberto I, Policlinico di Roma – La buona notizia è che la ricerca dimostra che la somministrazione dei supplementi nutrizionali orali ai pazienti ricoverati in ospedale può contribuire a ridurre la durata della degenza e i costi di ospedalizzazione.
Nello studio, i ricercatori hanno rilevato differenze significative in termini di durata della degenza e costi sanitari tra i pazienti ricoverati a cui venivano somministrati i supplementi nutrizionali orali e i pazienti in condizioni simili ai quali non erano stati somministrati supplementi.
In un contesto sempre più condizionato dalla pressione dei costi, le valutazioni economico-sanitarie possono determinare in maniera più esaustiva il reale valore di una terapia. I nostri risultati evidenziano i benefici tangibili dei supplementi nutrizionali orali nei pazienti ospedalizzati sugli outcomes clinici e sui costi dell’assistenza, fattori che incidono sul bilancio finale di un ospedale”, ha dichiarato uno degli autori dello studio Darius Lakdawalla PhD, Quintiles Chair of Pharmaceutical Development and Regulatory Innovation, USC School of Pharmacy e Sol Price School of Public Policy e Director of Research, Leonard D. Schaeffer Center for Health Policy and Economics, University of Southern California.
“Dato che i supplementi nutrizionali orali sono formulati in maniera completa e bilanciata per soddisfare le esigenze nutrizionali dei pazienti con diverse condizioni patologiche e sono anche relativamente economici, il considerevole risparmio che generano rende la supplementazione nutrizionale orale una terapia vantaggiosa dal punto di vista del rapporto costo-efficacia”, ha dichiarato un altro autore dello studio, Tomas Philipson Ph.D., Daniel Levin Chair of Public Policy, University of Chicago.

Lo Studio
Lo studio ″Impatto della Supplementazione Nutrizionale Orale sugli Outcomes Ospedalieri” è un’analisi retrospettiva sugli effetti dei supplementi nutrizionali orali sugli outcomes ospedalieri. Lo studio ha messo a confronto degenze ospedaliere durante le quali erano forniti supplementi nutrizionali orali con degenze simili in cui non erano somministrati supplementi nutrizionali orali. Sono state misurate le differenze in termini di durata della degenza e costo del trattamento (compresi i servizi, le prestazioni lavorative, l’uso delle apparecchiature mediche ecc).
E’ stata calcolata inoltre la probabilità di una riospedalizzazione a 30 giorni.
L’analisi retrospettiva è stata effettuata sui dati di oltre un milione di pazienti adulti ricoverati in ospedale tra il 2000 e il 2010 raccolti nel Premier Research Database della Premier Healthcare Alliance – un’organizzazione che raccoglie i dati relativi a 44 milioni di ricoveri ospedalieri negli Stati Uniti, ovvero circa il 20 percento di tutte le ospedalizzazioni del Paese.
Il campione comprendeva 1.160.088 adulti ospedalizzati con età superiore ai 18 anni di cui sono stati analizzati gli interventi di alimentazione per via orale. Il campione è stato suddiviso in due gruppi di confronto (580.044 pazienti a cui erano stati somministrati supplementi nutrizionali orali e 580.044 a cui non era stato somministrato nessun intervento di supplementazione nutrizionale orale), e sono state usate metodologie di analisi statistica per gestire eventuali errori dovuti ad una selezione non-random. Redazione Online News

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