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Pasticcio a San Pietroburgo, solo 11 paesi condannano la Siria. E adesso?

G20 drammaticamente diviso sull’azione militare in Siria. Durante la discussione, chiusa con un nulla di fatto, i leader si sono infatti trovati divisi a metà. Nettamente a favore dell’intervento si sono schierati “Stati Uniti, Turchia, Canada, Arabia Saudita e Francia”, ha rivelato Vladimir Putin. “Ferma contrarietà – ha proseguito – è stata espressa da Russia, Cina, India e Indonesia, Argentina, Brasile e Sudafrica”. In particolare il presidente russo si è detto “stupito” delle posizioni di India e Indonesia. L’Italia, come precisato più volte dal premier Letta, non parteciperà senza un mandato Onu: “Siamo impegnati a ricercare una posizione comune tra i Paesi europei sulla Siria”, ha detto il presidente del Consiglio prima di lasciare la Russia. In una dichiarazione diffusa al termine del vertice undici Paesi – Australia, Canada, Francia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita, Spagna, Turchia e Stati Uniti, più la Spagna invitato permanente al G20 – hanno comunque condannato “l’attacco con armi chimiche avvenuto a Damasco il 21 agosto e di cui il regime di Assad viene ritenuto responsabile”.

Nonostante la spaccatura, Barack Obama – che martedì parlerà ai cittadini Usa – si è detto “incoraggiato” dai colloqui di San Pietroburgo e sempre più deciso, “pur senza essere impaziente”, ad attaccare Assad. Tanto da poter addirittura forzare un’eventuale bocciatura del Congresso americano. Dal canto suo Putin ha ribadito che in caso di guerra Mosca non esiterà a schierarsi a fianco di Damasco.

Un’azione militare “avventata” in Siria potrebbe causare “serie e tragiche conseguenze” e portare a “a ulteriori violenze settarie” ha avvertito in mattinata il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Tuttavia, dopo la conclusione dei lavori, è arrivata la presa di posizione del presidente francese François Hollande, deciso a stilare una road-map che valuti in prima battuta anche l’opzione Onu, aspettando il rapporto degli ispettori. Se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ruscirà a mettersi d’accordo sulla Siria allora bisognerà dare vita a “un’ampia coalizione”, ha infatti chiarito Hollande dopo aver rivelato di aver saputo da Obama che il voto Congresso potrebbe arrivare già alla metà della settimana prossima.

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