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Renzi subito all’attacco. Fa il pieno e chiede il congresso

Mezz’ora prima dell’arrivo di Matteo Renzi, l’altoparlante del ristorante ‘Il Partigianò, alla festa Pd di Piombino, avverte: «Non portateci via le sedie, ci servono». Una delle città più rosse della più rossa provincia toscana, Livorno, ha accolto il sindaco di Firenze con il solito tutto esaurito. Eppure, alle primarie, a Piombino, città dell’industria siderurgica Lucchini, Bersani aveva vinto al primo turno con il 53,2%, Renzi era al 34,4%. Davanti a tremila persone, alcune sedute su vecchie sedie in legno ancora con la scritta ‘Pds’, il sindaco di Firenze è andato di nuovo all’attacco. Ha chiesto che venga fissata la data del congresso del Pd, ha chiesto di «andare a prendere» il voto dei delusi, perchè è meglio «avere i voti degli altri che i ministri degli altri», ha risposto indirettamente allo sfidante Gianni Cuperlo: è vero, «per cambiare il mondo non servono leader, salvatori o profeti», però attenzione, «il leader serve: se ce l’hai vinci, sennò traccheggi». Non cita mai l’endorsement di Dario Franceschini, nè l’elogio fresco fresco del presidente del Senato Piero Grasso – «Matteo Renzi ha dimostrato coraggio e oggi quel coraggio è premiato dal consenso» -, ma ha risposto con una battuta in salsa tradizionale fiorentina a chi gli ricorda che adesso tutti salgono sul suo carro: «L’unico carro che conosco è il Brindellone che a Firenze facciamo scoppiare a Pasqua. Sconsiglio quindi di salirci». E comunque, avverte, «la prima cosa da rottamare sono le correnti», quindi «se vinciamo vanno avanti i bravi, non i fedeli, gli imboscati». Renzi è arrivato a Piombino forte dei sondaggi dell’Swg, secondo cui l’84% degli elettori Pd approva la sua decisione a correre per la segreteria. Non solo: con il 50% dei consensi si conferma il leader politico più amato dagli italiani. Anche D’Alema, a modo suo, lo ha ‘incoraggiatò: «Ci batteremo con lui, ma lotta è impari». E poi: «Credo che anche Letta lo sosterrà, perchè non può permettersi di perdere il congresso». A Piombino Renzi ha parlato da leader, del Pd ma un po’ già anche del governo: «O il Pd cambia o è condannato a perdere», ed è vero, «non bisogna fare un partito personale, ma bisogna evitare un partito impersonale, dove non ci si guarda più negli occhi». Per Renzi la sinistra deve scegliere «la parola coraggio non paura, deve scegliere innovazione non conservazione, la sinistra alle prossime elezioni deve voler vincere non abbia paura di aprirsi, non si spaventi di andare a prendere il voto degli altri». Per disegnarla, lui aspetta solo il congresso: «Credo che sarà molto utile per capire cosa significhi essere sinistra. La sinistra è stata quella che si è astenuta sullo statuto dei lavoratori o quella che ha fatto le più belle battaglie nelle fabbriche? La sinistra è stata quella dei pionieri ma in Italia è stata anche quella che non voleva la televisione a colori. Il luogo della sinistra è la frontiera, non il museo». Finale in musica, con citazione di Cesare Cremonini, ‘Ecco l’amore che cos’e«: »Conosco un modo per cambiare il mondo: guardarlo insieme a te«.

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