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Pasta e frutta fresca, la dieta delle Forze Speciali per ritrovare la forma

Ci vuole un fisico bestiale. Per rimettersi in forma dopo un’estate calda e affrontare con il minore stress possibile capuffici brontoloni, bollette accumulate nelle cassette postali e impegni lavorativi, un aiuto arriva dalla ‘dieta dell’incursorè. Un mix di buone dritte per superare ogni ostacolo e riprendere il tono muscolare. Il primo consiglio è «evitare latticini, legumi o cibi piccanti. Il segreto è tanta frutta fresca e verdura», sottolineano gli incursori del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti ‘Col Moschin’. Comunemente chiamato «il nono», è il reparto di forze speciali dell’Esercito Italiano, di stanza a Livorno. Il manuale alimentare degli incursori prevede «olio d’oliva, pasta, frutta e verdura. Carne bianca o magra e pesce fresco. Formaggio, solo una volta a settimana. Sulla pasta solo pomodoro -viene rilevato- no ad amatriciane e ad altri condimenti complessi». «Per svolgere le nostre attività dobbiamo saperci muovere in tutti gli ambienti, dalla terra all’acqua, dalla giunga al deserto. Ogni incursore è perciò un alpinista, uno sciatore, uno che fa trekking, un sommozzatore e un paracadutista d’alta quota» Gli specialisti d’assalto, esperti di marce zavorrate, hanno sperimentato sul campo la miglior dieta per tenersi in forma, coadiuvati da esperti in scienza dell’alimentazione. «Poichè spesso si tratta di attività svolte sotto pressione e adrenalina, seguiamo la stessa alimentazione che usano gli atleti. Il 50-60% -spiegano al 9° Reggimento della brigata Folgore- è fatto da carboidrati e zuccheri complessi come pasta, riso e pane. Vietati invece zuccheri semplici, merendine e succhi di frutta». La dieta specifica delle forze speciali, spiegano ancora gli incursori del 9° Reggimento, «prevede l’eliminazione totale dell’alcol se si effettuano attività specifiche come lancio ad alte quote o immersioni. Mentre per far fronte al clima rigido dell’alta montagna, si aggiungono 10-20% di carboidrati in più». Il cartello ‘danger’ è invece fissato perennemente sulle bibite gassate: «Si beve solo acqua semplice -ricorda un ufficiale incursore- che può essere integrata con sali minerali in base al tipo di attività che si svolgono». Il vino? «La domenica a pranzo, ma solo un bicchiere». Quanto ai dolci, «sì possono mangiare se sono fatti in casa o comunque artigianali. Meglio se si tratta di crostate con marmellate naturali». Il caffè sempre, «anche tre tazzine al giorno. Perchè è un acceleratore metabolico». Ai baschi amaranto serve, quando lasciano la branda all’alba per correre in missione, da qualche parte del mondo. Può servire anche ai ‘travet’ per rimettersi in sesto dopo le esagerazioni alimentari dell’estate.

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