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Berlusconi, tregua finita. In Giunta è scontro

Sereno all’ingresso a Sant’Ivo alla Sapienza, il barometro degli umori dei componenti dell’ufficio di presidenza della Giunta ha subito virato su ‘tempesta’. A far crollare l’ottimismo diffuso nella scorsa notte, dopo l’accordo ‘metodologico’ sul voto alla relazione di Andrea Augello, sono stati, una volta ancora, i tempi dei lavori della Giunta.

In gioco c’e’ infatti la decadenza dalla carica di senatore di Silvio Berlusconi e il Pdl è intenzionato a studiare a fondo il caso. Giacomo Caliendo, capogruppo pidiellino in Giunta, ha chiesto per queste ragioni due settimane. Per Pd e Movimento Cinque Stelle si tratta di un nuovo tentativo di ‘traccheggiare’ e chiedono di votare, al piu’ tardi, lunedi’ che poi è il giorno indicato anche da Benedetto Della Vedova, il ‘pontiere’ che è riuscito in nottata a mettere d’accordo tutti sulla possibilita’ di votare la sola relazione lasciando la possibilita’ di discutere quelle che furono presentate da Augello come ‘pregiudiziali’, poi derubricate a considerazioni preliminari, diventate infine semplici note.

Prevede tempi certi e niente incidenti di percorso, il membro della Giunta per le elezioni Benedetto Della Vedova. E, ancora stamattina, Della Vedova poteva dire: “Siamo tornati all’ordinato svolgimento dei lavori della giunta. Arriveremo settimana prossima ad un voto pieno di accettazione o di rifiuto del senatore Augello”.

Di fronte al nuovo muro contro muro, è scattato il senatore Enrico Buemi che ha paventato la possibilita’ di lasciare la Giunta (impossibili, pero’, le dimissioni volontarie di un membro di essa) ed ha accusato “i maggiori alleati di governo” di voler mettere in pericolo l’esecutivo. Un’affermazione “kafkiana” per la vicepresidente della Giunta Stefania Pezzopane che ribadisce il sostegno al governo Letta da parte del Pd.

Come una ‘mozione d’ordine’ suonano quindi le parole del presidente della Giunta Dario Stefano che uscendo dalla sala di Sant’Ivo alla Sapienza, sottolinea come la Giunta “non puo’ farsi condizionare dalle sorti del governo, altrimenti non opererebbe in punta di diritto, ma per appartenenza politica”. Non solo: Stefano rivela anche che, sul finire della riunione, il Pdl si è detto disponibile a votare la relazione che chiede la convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi giovedi’ 19.

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