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Riva, la Procura Taranto ha sequestrato denaro per 50 milioni

Le disponibilità finanziarie sequestrate nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza al Gruppo Riva ammontano a circa 50 milioni di euro, ”pari a meno del 10% di quanto sequestrato”. Lo precisa la Procura di Taranto in una nota a firma del procuratore Franco Sebastio. Il valore totale dei beni sequestrati è di circa 600 milioni di euro. ”Il valore complessivo del sequestro – scrive la Procura – è stato preventivamente stimato, sulla base delle poste patrimoniali indicate nei bilanci depositati dalle società colpite dal provvedimento, in circa 950 milioni di euro, ma attualmente sono stati attinti cespiti per un importo complessivo di circa 600 milioni di euro”. Per l’esattezza, l’importo complessivo dei beni sequestrati è di 593.775.657,00 euro. Di questi, le disponibilità finanziarie bloccate sono pari a 49.094.482,00 euro.

Vedere se possibile ”gestire Riva Acciai indipendentemente dal sequestro” oppure ”se approvare una norma che salvaguardi la volontà dei giudici e non blocchi l’attività”: sono le ipotesi allo studio per il caso Riva. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. La seconda ”potrebbe immaginare” anche un commissariamento.

Giovedì i sindacati metalmeccanici si incontreranno con i vertici del ministero del Lavoro per aprire la procedura di cassa integrazione per gli stabilimenti del Gruppo Riva. Lo fa sapere il leader Uilm, Rocco Palombella, dopo l’incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato nel quale è stato assicurato che Riva chiederà di avere la cassa per i lavoratori messi in liberta’ (circa 1.400).

Lunedì prossimo, secondo quanto si apprende, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, incontrerà il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante. Oggetto dell’incontro la decisione della famiglia Riva di chiudere sette aziende dopo il sequestro di beni per circa 8 miliardi relativo alla vicenda Ilva avvenuto a luglio scorso.

Lo stop degli impianti di Riva Acciaio ”non si è trattato di una ‘scelta’ aziendale, bensì di un atto dovuto, cioè della tempestiva esecuzione del provvedimento del Gip che, ordinando il sequestro, ha sottratto alla proprietà la libera disponibilità degli impianti e dei saldi attivi di conto corrente”.Così la società in una nota.

“Siamo di fronte a delle scelte che mettono in discussione la continuità di una produzione importante, che mettono a rischio i lavoratori, le loro retribuzioni e la loro prospettiva”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sullo stop degli impianti di Riva Acciaio: “Questa è la ragione per cui insistiamo nel chiedere al governo un provvedimento che, molto rapidamente, permetta la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti”.

“La vicenda delle acciaierie Riva che hanno sospeso la produzione in tutti gli stabilimenti è una ignobile ritorsione nei confronti dei lavoratori. E’ il simbolo dello sfascio imperante nel nostro Paese, dove a pagare le conseguenze di scelte incresciose sono solo i lavoratori e le loro famiglie”. Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che sollecita “una soluzione definitiva” sulla produzione di acciaio nel Paese.

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