| categoria: politica, Senza categoria

RIFORME/ I saggi al lavoro in riva al mare tra fischi e proteste

Rush finale per la commissione del Governo Letta sulle riforme. L’intenzione è di chiudere con un mese di anticipo rispetto alla data preventivata del 15 ottobre. Così i 35 saggi si chiudono in una due giorni di «conclave» all’hotel Villa Maria di Francavilla al Mare (Chieti) e si mettono subito al lavoro. Sul tavolo, la bozza per un premierato forte messa a punto da Luciano Violante: un testo nel quale si dà tra l’altro al premier, eletto direttamente dal popolo, un potere di scioglimento delle Camere. Ma i «saggi» vengono accolti tra proteste e polemiche sui costi. «Armati» di fischietti e striscioni, militanti del Movimento 5 stelle, dell’ Anpi di Pescara, del Prc e dell’Abruzzo social forum circondano subito i pullman dei tecnici. Non sono tanti, ma sono rumorosi. Sui cartelli è chiara la scritta: «Giù le mani dalla Costituzione». E questi vengono messi proprio accanto al messaggio di benvenuto del sindaco. Qualcuno urla anche «vergogna» all’arrivo delle navette che scortano i saggi in hotel. Al centro delle polemiche, la scelta dell’albergo: un quattro stelle «superior» con tanto di Spa super attrezzata per massaggi e saune. Secondo chi ha fatto bene i conti si parla di un costo complessivo di circa 20mila euro. Troppo, secondo i manifestanti, per «stravolgere» oltretutto la Carta. «Si cerca di sminuire il peso delle riforme, come se questo tema fosse un trastullo per 35 persone che vogliono farsi una vacanza di due giorni – risponde piccato il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello – veramente si pensa che questo tema non sia legato alla crisi economica? O al fatto che nella seconda Repubblica i governi durino 18 mesi?». «Abbiamo speso un terzo – incalza – e riconsegniamo due terzi del preventivo. C’è bisogno di due giorni di lavoro intenso e quindi c’è bisogno di pernottare. Il testo è già in gran parte steso, lavoreremo 48 ore per chiudere con un mese di anticipo». Anche in merito ai temi del conclave, Quagliariello respinge gli attacchi al mittente: «La disponibilità a modificare l’ art. 138 della Costituzione era stata espressa anche dal presidente Scalfaro». «Non mi sembra – prosegue – ci siano dubbi sul fatto che Scalfaro sia stato un grande custode della Carta. Questa modifica garantisce che, anche se l’eventuale riforma avrà una maggioranza dei due terzi, si potrà agire non solo con un referendum, ma con diversi referendum per dare ai cittadini la possibilità di esprimersi su ogni modifica particolare». Il deputato abruzzese del M5S Gianluca Vacca però non è d’accordo: «Per modificare la Costituzione si sta violando e aggirando quello che dice la stessa Costituzione. Le riforme di cui parla questa maggioranza sono quelle scritte nel programma della P2». Una posizione giudicata da Quagliariello «conservatrice, e – aggiunge – lo dico tra virgolette». Tra i ‘saggì interviene in difesa del ‘conclavè e degli obiettivi anche il responsabile riforme del Pd Violante, che parla di un «blocco politico-mediatico» e di una «volontà di non fare le riforme» che di fatto indebolisce il sistema.

Ti potrebbero interessare anche:

PIANETA CINQUE STELLE/ Entro domani i candidati alle presidenze di Camera e Senato
Barillari (M5S):Viterbo e Rieti, la situazione è sempre più seria. Ma Zingaretti evita il confronto
Tra spumante e lenticchie 1,4 miliardi per la tavola a Capodanno
Trump incontra il Papa. Poi Mattarella e Gentiloni
Influenza, parte campagna vaccinale per gli operatori sanitari
M5S, «COMPLOTTO» FORMICHE? DE LUCA GIÀ SMENTITO DA ASL



wordpress stat