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Letta, governo in pericolo, “io e Napolitano non siamo parafulmini”

Decadenza di Berlusconi, riparte la Giunta. Letta: “Io e Napolitano non siamo parafulmini”(ansa)ROMA – Mentre a Sant’Ivo alla Sapienza, a pochi passi da Palazzo Madama, è in corso una nuova riunione della Giunta per elezioni e le immunità parlamentari del Senato, dagli studi di Porta a Porta il premier tuona contro le voci che danno il Cavaliere pronto a togliere la fiducia al governo: “Né io né il presidente della Repubblica faremo i parafulmini che tengono in piedi tutto il sistema”. E ancora: “Negli ultimi giorni si è alzato il livello dello scontro politico, ma se peggioro situazione pronto a dimettermi”.

“Richiamo tutti – ha detto il premier – ad una responsabilità che il paese ci chiede. Con tre o quattro poli com’è adesso andare al voto con questa legge elettorale, vuol dire riconfermare al Senato a situazione di impasse”.

Anche Epifani cerca di puntellare la maggioranza: “Questo governo lo abbiamo sostenuto con convinzione perché non ci sono alternative: la situazione economica e sociale è ancora dura e chi stacca la spina al governo in realtà la stacca al paese, che non si merita di tornare indietro. Ci vogliono nervi saldi e coerenza”.

Le misure del governo. Passando poi alla situazione economica, all’Imu e all’emergenza lavoro, Letta dice: “Non ne posso più di quelli che raccontano la falsità, che in questi 4 mesi ci siamo girati i pollici così e così”. “Oggi gli italiani avrebbero dovuto pagare la prima rata dell’Imu, oggi gli italiani non la pagano. Non c’è stato un cedimento – ha aggiunto – ma un buon compromesso”. E il governo vuole “spingere il lavoro a tempo, indeterminato. Perché il nostro paese è morto sulla precarietà”. Nella legge di stabilità, spiega ancora Letta, “l’incentivo maggiore sarà per l’assunzione a tempo indeterminato”.

Altro punto: il finanziamento ai partiti, per cui il governo non esclude il decreto legge: “Abbiamo presentato un disegno di legge con un accordo chiaro tra governo e Parlamento e abbiamo dato sei mesi, al termine dei quali siamo pronti a presentare un decreto legge se in Parlamento prevalesse l’inerzia”.
Decadenza di Berlusconi, riparte la Giunta. Letta: “Io e Napolitano non siamo parafulmini” Il relatore della Giunta per le elezioni e immunità del Senato Andrea Augello al suo arrivo alla riunione nella sede di S.Ivo alla Sapienza
I lavori della giunta e il voto segreto in aula. In giunta, annuncia il presidente Dario Stefàno (Sel), si procede con la discussione generale secondo il calendario “deciso all’unanimità” dai membri della giunta. Il dibattito si chiuderà domani e mercoledì mattina ci sarà la replica del relatore. A partire dalle 20:30 ci saranno le dichiarazioni di voto e poi il voto finale.

Tra stasera e domani verrà invece depositata la proposta targata Cinque Stelle di modifica del Regolamento del Senato che ha l’obiettivo di archiviare il voto segreto. Notizia annunciata da Nicola Morra, capogruppo del M5S a Palazzo Madama, e in seguito confermata dal senatore Michele Giarrusso al suo arrivo a Sant’Ivo.

“Mi auguro che si tenga distinto il tema in discussione in giunta dal piano della tenuta del governo”, afferma Stefàno poco prima dell’inizio della seduta. E alla domanda se potrebbe essere lui a sostituire il relatore Andrea Augello, Stefàno si limita a rispondere: “Questa cosa non è all’ordine del giorno”. Intanto proprio Augello, entrando in Giunta, spiega che il Cavaliere starebbe riflettendo “su una decisione importante da assumere: se confermare la fiducia al governo, se rimanere in carica, se aspettare il voto”.

Ma il senatore Pd Felice Casson non ha dubbi: “Il Pd non salverà Silvio Berlusconi”. E alla domanda se sia possibile rinviare il voto sulla decadenza del capo del Pdl per modificare il regolamento della Giunta e rendere il voto palese aggiunge: “Questo voto non può slittare, non credo che nessuno voglia prendersi la responsabilità di far slittare il voto per proporre altre questioni”.

Intanto in mattinata dopo l’accusa lanciata ieri da Beppe Grillo sul suo blog in merito all’ipotesi di cambiamento del regolamento del Senato (così da stoppare il voto segreto dell’Aula sulla decadenza del Cavaliere), e mentre nel Pd si continua a temere che proprio i 5S intendano votare in parte a favore di Berlusconi per poi addossare la colpa ai dem, il Movimento Cinque Stelle torna sull’argomento invocando il voto palese.

“Trasformare il voto segreto in palese”, scrive infatti sulla sua pagina Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente M5S della Camera, che in un primo tempo lancia ai suoi una proposta: uscire dall’Aula del Senato quando si voterà sulla decadenza dalla scranno di Palazzo Madama di Silvio Berlusconi e lasciare Pd e Pdl da “soli a scannarsi”. Poi però fa marcia indietro: “In merito all’uscita dal Senato per la votazione sulla decadenza di Berlusconi, la strada maestra è e resta quella di modificare il regolamento come proposto dal gruppo al Senato”, si corregge il deputato M5S sul social network. “Il mio era solo un personale auspicio di vederli in quell’aula da soli di fronte alla loro ipocrisia e finalmente portarli allo scoperto impallinandosi a vicenda. Come il finale delle Iene”, ha spiegato, “ma capisco anche che si aprono troppe variabili nei numeri e sarebbe un assist per salvare B.”.

Sulla questione del voto palese interviene da Bruxelles, dove ha incontrato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, anche il presidente del Senato Piero Grasso, che definisce “surreale” il dibattito sul voto

sulla decadenza di Berlusconi. Secondo il regolamento di palazzo Madama “il voto personale è un voto segreto”. Ma, spiega Griasso, “non ho certamente voglia di applicarlo a qualsiasi costo” e “se c’è possibilità di modificare il regolamento, le forze politiche potrebbero trovare la maggioranza per farlo”. In quel caso, “non sarà certo il presidente del Senato ad opporsi”, ha concluso.

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