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“Lascio Ladispoli dopo anni meravigliosi”. Intervista a don Emanuele Giannone

“La più grande virtù di Ladispoli è la sua vitalità. Di Papa Francesco ammiro il modo in cui vive il Vangelo. Le unioni civili sono la vera risposta alla tutela di certi diritti?”

don Emanuele Giannone

Don Emanuele Giannone lascerà Ladispoli dopo tredici anni. Saluterà la comunità parrocchiale domenica 22 settembre, in vista del trasferimento nella parrocchia della Natività di Maria Santissima, a Roma, zona Selva Candida. Lo farà dopo la benedizione della nuova statua di San Pio da Pietralcina, in piazza Matteotti. Lo farà in modo semplice, come sempre. Il suo impegno a Ladispoli è durato a lungo, la sua persona per molti cittadini rappresenta un punto di riferimento.

“Sono arrivato a Ladispoli nel luglio del 2000 – rivela don Emanuele al “TerzoBinario.it” – da qualche giorno ero stato ordinato diacono. Don Carlo Bessonet mi aveva prestato la macchina per fare il trasloco. In questi tredici anni ho conosciuto tantissima gente, favorito naturalmente dal ministero svolto. Il sacerdote spesso si fa accanto in momenti importanti dell’esistenza e per questo spesso diventa un punto di riferimento. Il confessionale, l’accompagnamento dei ragazzi nella crescita umana e spirituale e tante altre occasioni creano dei legami forti perché toccano i momenti più importanti della vita. Sono stati dunque anni meravigliosi in cui con entusiasmo ho svolto il ministero prima come vice-parroco di Santa Maria del Rosario e poi come parroco di San Giovanni Battista; anni in cui ho visto con i miei occhi come Cristo continuamente si prende cura del suo popolo servendosi di noi preti, nonostante la nostra indegnità”.

Da cittadino e da uomo di Chiesa: difetti e virtù di questa città.
La grande virtù di Ladispoli è questa meravigliosa vitalità, questa voglia di essere comunità e l’accoglienza che ha nel suo dna. I difetti non saprei elencarli ma di certo potremmo essere tutti più attenti al bene comune vero antidoto ai tanti piccoli interessi che inquinano la vita di questa città.

Quale può essere il ruolo della Chiesa nell’impegno sociale di cui Ladispoli ha bisogno?
Il primo e più grande servizio che la Chiesa può fare a tutta la città è quello di essere se stessa, nella sua sequela a Gesù Cristo. Penso al sentire di tutti ciò che è il bisogno di ciascuno, all’attenzione alla dignità di ogni uomo su tutti i più poveri, mostrando come è possibile farsi prossimo costruendo ponti e abbattendo muri, ma penso anche all’esempio che dà la Chiesa nell’amministrazione dei beni patrimoniali che sono di tutti, penso al sostentamento dei sacerdoti che, a prescindere da ogni indice di produttività, mette a disposizione di ciascuno quanto serve per una vita dignitosa.

Un tema molto caldo degli ultimi tempi è quello sui registri per le unioni civili o coppie di fatto. La sua posizione.
Ho la fortuna di celebrare i matrimoni e di leggere, al termine di ogni celebrazione, gli articoli del codice civile che riassumo i diritti e i doveri che scaturiscono dal matrimonio. Questo ci ricorda che se la famiglia fondata sul matrimonio ha una tutela giuridica è per il ruolo che questa assume nella società, ruolo che spesso viene disatteso, d’accordo, ma che motiva il fondamento giuridico. Detto questo aggiungo anche che i diritti non vanno mai trascurati e devono sempre essere tutelati dalla società. Ma chiedo che vengano individuati e che solo successivamente si cerchi di capire se la risposta che in questi anni viene data attraverso i registi per le unioni civili, sia la vera risposta per la loro tutela o se invece ce ne siano altre, rispettose dei diritti e della nostra identità culturale. Auspico dunque che venga messo in atto un vero processo di riflessione che prenda avvio dallo studio della situazione, passi attraverso una valutazione delle diverse soluzioni possibili per la tutela dei diritti e che infine elabori le risposte. In questo auspico che Ladispoli sappia fare la differenza senza andare indietro a “mode pseudo-legislative”. Questi percorsi purtroppo hanno creato tutta una serie di soluzioni approssimative che hanno portato, penso ad alcuni stati negli Stati Uniti, ad elaborare contratti matrimoniali a partire dalle esigenze di ogni individuo, superando ogni fattispecie giuridica e cedendo in tutto all’individualismo vera minaccia della famiglia dove invece siamo educati ad essere comunità.

Don Emanuele Giannone parla anche di Papa Francesco ricordando che durante la sua elezione e nelle settimane successive si trovava in giro per le benedizioni delle famiglie. “Condivido con tutti la gioia per papa Francesco e per la determinatezza con cui vive il Vangelo”, ha detto il sacerdote

Come vede il suo futuro e cosa augura a chi verrà dopo di lei.
La parrocchia dove continuerò a svolgere il ministero sacerdotale è un po’ diversa e sicuramente dovrò apportare qualche cambiamento alla mia regola di vita anticipando la revisione che ogni anno faccio durante gli esercizi spirituali, ma sicuramente si tratterà di continuare a percorrere la strada alla quale ho detto di si da quando, nella chiesa parrocchiale di Stornara, ho vinto la paura e ho chiesto al mio parroco di essere aiutato a diventare sacerdote. A padre Alberto Filippi, che inizierà il suo ministero a Ladispoli sabato 28, auguro la santità. La vita cristiana è una via straordinaria e, se vissuta, ha in sé la bellezza per attrarre tutti a Gesù Cristo.

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