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IL PUNTO/ Israele non crede alla diplomazia del sorriso iraniana

Israele non crede alla diplomazia del sorriso del presidente Hassan Rohani e mette in guardia la comunità internazionale su quello che definisce un tentativo di inganno da parte di Teheran per mascherare i passi in avanti nel suo programma nucleare. «Non fatevi truffare dai discorsi disonesti del presidente iraniano», ha tuonato l’ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu in un commento rilasciato poche ore dopo l’intervista alla Nbc da Rohani che si appresta a volare a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Poi ha bollato le dichiarazioni come una «mossa mediatica» per consentire alle centrifughe nucleari iraniane di «continuare a girare». «Rohani in passato – ha ricordato l’ufficio del primo ministro – si è vantato di aver ingannato la comunità internazionale in colloqui sul nucleare, mentre Teheran continuava il suo programma» atomico. Del resto Netanyahu – che sul dossier Iran incentrerà il suo prossimo discorso all’Onu e, con molta probabilità, anche il colloquio del 30 settembre con il presidente Usa Barack Obama – ha già indicato chiaramente i passi che Teheran dovrebbe intraprendere per convincere veramente Israele e anche la comunità internazionale. Specie ora che il canale diplomatico, sia sulla Siria sia sull’Iran, sembra aver avuto il sopravvento sulle armi. Questi passi sono quattro: lo stop totale delle attività nucleari; il prelievo di tutto l’uranio già arricchito; la chiusura dello stabilimento di Qom e il blocco del «percorso basato sul plutonio». In mancanza di questo, a giudizio di Netanyahu, la pressione internazionale e le sanzioni devono continuare senza esitazioni. Come le ‘linee rossè tracciate da Israele. «La mossa mediatica» di Teheran è stata bocciata oggi anche dal ministro degli Affari strategici Yuval Steinitz: in un’intervista al quotidiano ‘Israel HaYom’, Steinitz – considerato molto vicino a Netanyahu – ha detto che «non è più tempo per intrattenere negoziati». Se gli iraniani «continuano a correre», in altri «sei mesi – ha ammonito – raggiungeranno l’atomica». L’ufficio di Netanyahu ha poi rimandato al mittente un’altra parte delle dichiarazioni di Rohani: «Ha sostenuto che Israele è causa dell’instabilità in Medio Oriente», ma «l’Iran manda la sua gente a massacrare civili innocenti in Siria e incoraggia il terrorismo nel mondo». E se, infine, Rohani ha declinato la risposta ad una domanda della Nbc se anche lui condividesse la visione negazionista della Shoah del suo predecessore Ahmadinejad sostenendo di essere «un politico e non uno storico», la risposta giunta da Israele è stata secca: «Non c’è bisogno di essere uno storico per riconoscere l’esistenza dell’Olocausto. Basta essere umano».

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