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MODA/ Prada, la risposta a chi vuole le donne remissive

Ci vogliono remissive, al massimo dolcemente decorative, insomma eleganti e innocue? Ci dicono che provochiamo, che la violenza è una reazione, che forse dovremmo farci notare di meno? La risposta è una sola, non accettare di diventare trasparenti, non cedere all’omologazione: «Rompere e andare avanti, se ti fai vedere puoi contare. Io per farlo uso i vestiti» dice Miuccia Prada, combattiva da sempre ma adesso addirittura agguerrita. Siamo alla sfilata di Prada, appuntamento atteso con eccitazione da tutto il mondo della moda. Che con sua grande sorpresa viene accolto da una serie di enormi murales, forti, duri, espliciti. Miuccia ha coinvolto sei artisti sul tema della femminilità, del potere, della violenza, del silenzio, della ribellione. Il risultato è un’opera collettiva, «In the Heart of the Multitude», che mette la donna, con la sua forza e la sua combattività, al centro della moltitudine. Gli ospiti scattano le foto (l’opera dei ‘muralistì in realtà è realizzata su pannelli che verranno conservati dalla Fondazione Prada) e in molti si domandano come possa una collezione di moda andare in passerella reggendo il confronto con uno scenario così forte. Invece la sfilata regge, eccome se regge. Miuccia si è scatenata con una passerella fatta di pezzi unici, ognuno un’idea, un lavoro, perfino una sberla. C’è tutto il mondo Prada, i suoi classici, le sue manie perfino, ma strapazzate perchè non si diano troppo l’aria di essere ormai dei capi di culto, per carità! I vestiti appena diventano troppo bon ton vengono trattati malamente con intarsi a tinte contrastanti che sottolineano buffamente il seno, le gonne esibiscono facce e faccione (anche quelle dei murales «non volevo farlo, ma alla fine non ho resistito alla tentazione»), i cappottini colorati hanno un finto reggipetto di paillettes e una strana gonna di traverso. «Volevo fare solo vestiti, ma erano talmente belli che ho deciso di rovinarli perchè gli abiti belli non mi piacciono». Miuccia è così, dal resto i risultati le danno ragione: i dati del primo semestre del gruppo Prada dicono che i ricavi sono aumentati dell’11,7% arrivando a oltre 1,7 miliardi di euro in sei mesi, e l’utile netto è cresciuto del 7,6%. Che dirle quindi se non che ha ragione lei. Il mondo del fashion aspetta le sue idee come la manna dal cielo. Ecco i coloracci, come li chiama Miuccia e i calzettoni quasi da calciatore che le fashion victim non mancheranno di indossare. Ecco i sandali alti e gommosi che sembrano usciti da un fumetto, le buffe sneakers in contrasto con le impeccabili borsette di coccodrillo che avrebbero mandato in visibilio anche le nostre madri. Abiti cartoon, golosi dettagli, cristalli-caramella e qualche piuma in testa, ironia e sberleffi, la provocazione costante di un reggiseno intagliato nel colore tra colletti abbottonati o spalle nude e calzettoni scaldamuscoli. Che dire se non quello che dice Miuccia: «I vestiti non fanno politica, ma ognuno ha i suoi strumenti, io uso i miei».

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