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Parmalat Lactalis, la Procura chiederà la revoca di tutto il Cda

Il primo caso italiano di procedimento di controllo giudiziario avviato nei confronti di una società quotata in Borsa approderà al Tribunale civile di Parma mercoledì (rpt. mercoledì) prossimo 25 settembre. Di fronte al collegio retto dal presidente Roberto Piscopo compariranno i legali dei membri dell’attuale Cda Parmalat, quelli degli azionisti di minoranza che hanno avviato il procedimento (ex art. 2409 del Codice civile), la procura della città emiliana, intenzionata a chiedere la revoca di tutto il consiglio d’amministrazione dell’azienda di Collecchio e aprire la strada alla nomina di un amministratore giudiziario da parte del Tribunale. Al centro della vicenda c’è l’acquisizione, per 904 milioni di dollari, di Lactalis American Group da parte di Parmalat, a sua volta controllata dal gruppo francese Lactalis della famiglia Besnier. Una operazione infragruppo che il commissario ad acta nominato dal Tribunale, il professor Angelo Manaresi dell’Università di Bologna, ha considerato lesiva degli interessi aziendali, perchè «frettolosa» e troppo onerosa per Parmalat rispetto al valore di mercato dei beni acquistati, quantificando in 623 milioni di dollari il prezzo corretto di Lag. Il consulente incaricato dalla procura ha ulteriormente abbassato la stima racchiudendo il valore di Lag tra i 582 e 597 milioni di dollari. Manaresi, nella sua funzione di commissario ad acta, ha nei mesi scorsi ottenuto l’applicazione della clausola di adeguamento, già presente nel contratto di cessione, consentendo il «rientro» nelle casse di Parmalat di 134 milioni di dollari. Il prezzo di vendita è così sceso a circa 770 milioni di dollari. Secondo Manaresi, autore di una relazione e di altri documenti peritali, Parmalat nel 2011 ha comprato, senza neppure l’ausilio di un business plan, il «piano di sviluppo di Lag più che l’azienda così come esistente in quel momento». «Anche alla luce delle conclusioni della relazione Manaresi oltre che della nostra – ha spiegato il procuratore capo Gerardo Laguardia – abbiamo deciso di chiedere la revoca del Cda, la nomina di un amministratore giudiziario e richiedere l’annullamento del contratto di cessione». La procedura civilistica di controllo giudiziario è stata avviata dopo la denuncia presentata in Procura da alcuni azionisti di minoranza di Parmalat (tra cui il fondo Usa Amber Capital), in cui si contestava l’acquisizione di Lag decisa dai vertici nominati dalla proprietà francese di Parmalat (Lactalis possiede l’83% del capitale). L’operazione fu sostenuta e difesa, dalle critiche già pervenute in consiglio dai fondi Amber e Labrusca, dal presidente di Parmalat Franco Tatò. La società di Collecchio era stata acquisita da Lactalis (al termine di un’Opa) nel luglio del 2011. Nelle sue casse c’erano liquidità superiori a 1,3 miliardi di euro. Il frutto delle azioni giudiziarie avviate e delle successive transazioni raggiunte dal supercommissario Enrico Bondi con le banche, straniere ed estere, coinvolte nel crac da 14 miliardi (2003) della Parmalat dei Tanzi. Mercoledì (rpt. mercoledì) prossimo, il Tribunale civile di Parma potrebbe anche riservarsi rimandando di qualche giorno la decisione sulla richiesta di revoca. Nel caso in cui il cda Parmalat dovesse essere ‘azzeratò, il Tribunale dovrà provvedere alla nomina, per un periodo di tempo limitato, di un amministratore giudiziario che potrebbe anche impugnare il contratto di cessione di Lag per chiederne l’annullamento.

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