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Venezia invasa da grandi navi, attesa la “soluzione finale”

Entro fine ottobre il governo si è impegnato ad assumere la ‘soluzione finalè, ma intanto Venezia fa i conti questo fine settimana con il passaggio davanti a San Marco di una ventina di navi da crociera, la metà grandi come un grattacielo e con un carico di circa 15 mila persone, tra turisti e personale di servizio. Fatti due conti, sulla base dei piani sul tavolo della Venice Terminal Passeggeri (Vtp), che gestisce il settore crociere, saranno in totale 18 i transiti dei ‘giganti del marè di fronte al salotto della città lagunare, equamente ripartiti tra sabato e domenica. «Non vi è alcun giorno record» dice Vtp, sostenendo che «da più parti si stanno dando numeri a casaccio che creano allarmi ingiustificati». Insomma, tuona Vtp, domani non ci sarà nessun «presunto record di presenze navali». Parole in linea, di fatto, con quanto espresso da fonti della Capitaneria di Porto che indicano sì una certa concentrazione di navi, considerata però abbastanza tipica in momenti di cambio della stagione crocieristica e non tale da farla considerare «un evento eccezionale». Se il sindaco Giorgio Orsoni confida nella decisione finale entro ottobre, di parere opposto a chi sostiene che sarà un week end normale è l’assessore all’ambiente, Gianfranco Bettin, tra i paladini dell’estromissione delle super-navi dalla laguna, quelle sopra le 40mila tonnellate, in ottemperanza al decreto Passera-Clini. Dati alla mano, sostiene che «nel prossimo fine settimana avverrà a Venezia una sorta di ‘invasionè di navi. »Un numero esorbitante« che determina preoccupazione tra i cittadini, rileva Bettin, indicando un totale di 36 transiti e criticando Vtp »che continua a considerare normale tutto questo, senza voler capire che, in una città come Venezia, è proprio questa ‘normalita« ad essere abnorme agli occhi del mondo». Per l’assessore comunale tra i vari problemi – al di là del rischio Giglio e della polemica che l’ha visto protagonista nella segnalazione del presunto ‘passaggiò di una nave vicino a Riva Schiavoni, smentito dalla società crocieristica – ci sono il rumore e le emissioni della navi, che saranno monitorati in questo week end. A ‘salutarè il passaggio dei colossi nel canale della Giudecca, al suono di pentole e tamburi, domani pomeriggio ci sarà il comitato ‘No Grandi Navì. «Abbiamo lanciato un invito alla città ad essere presente, a far sentire rumorosamente la propria protesta» dice Silvio Testa, portavoce del Comitato. «Daremo vita a un presidio informativo alle Zattere – ricorda – e ci saranno dei gazebo per distribuire materiale informativo, momenti di festa con giochi per i bambini. Ma ci faremo sentire, certo che ci faremo sentire». La posizione del ‘No Grandi Navì è molto distante dalle stesse ipotesi – tra nuovi canali per evitare San Marco e un nuovo scalo a Marghera – emerse dall’incontro di luglio al ministero delle Infrastrutture o al ‘numero chiusò messo sul tavolo del confronto dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. «C’è bisogno di un cambio radicale di modello crocieristico per Venezia» spiega Testa. In sostanza, nella città lagunare e zone limitrofe devono arrivare solo piccole navi ecocompatibili e in linea con la storia lagunare; solo nel caso di fosse un tracollo dell’indotto si potrebbero valutare soluzioni alternative ma rigorosamente fuori dal bacino lagunare. Il portavoce del ‘Nò si dice d’accordo con Italia Nostra che parla del rischio di commettere gli stessi errori compiuto negli anni ’60 per il traffico delle petroliere, con lo scavo di nuovi canali. In campo, poi, è sceso anche il Fai Veneto che, in una lettera ai ministri competenti, dice: non si può più continuare a permettere «questo cinico abuso della città, che subisce violenza e rischi di disastri al passaggio di numerose navi di straordinarie dimensioni». Torna in campo anche Adriano Celentano, che con una pagina acquistata sul Corriere della Sera è stato lapidario: con la sfilata di navi di domani in laguna «si celebra l’eterno funerale delle bellezze del mondo».

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