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Foto in costume e incontri con sconosciuti, le adolescenti italiane troppo sui social network

Ragazzi e ragazze sempre più a contatto con i social network che iniziano a usare già prima dei 12 anni, forse a causa dei genitori un po’ troppo permissivi. Ma, come più volte è stato detto da queste colonne, il problema non è facebook, ma l’uso che di questo social ne viene fatto, senza sapere i rischi e alcune regole non scritte. Anzi, in realtà sarebbero spiegate molto bene, ma alzi la mano chi si è preso del tempo per leggere quelle decine di pagine di regolamento che il noto social network propone all’apertura di un profilo.
Ancora oggi c’è qualcuno che non sa che una foto postata su facebook, rimarrà lì per sempre, anche quando un utente decide di cancellarla. Stessa cosa per frasi, pensieri, status, commenti e quant’altro.

Una ricerca “Adolescenti e Socialità”, realizzata dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e dalla Associazione Laboratorio Adolescenza, ci conferma il dato allarmante di un rapporto molto sbilancitao che i ragazzi e le ragazze, soprattutto adolescenti, hanno con Facebook e simili.

Il 56% dei ragazzi intervistati, accettano l’amicizia su Facebook di uno sconosciuto, perché non lo ritengono pericoloso; per il 35% inoltre non lo è neppure scambiarsi il numero di telefono e per il 26% non è rischioso neanche accettare un incontro. Spesso la scelta avviene anche in base alla foto.

Il 22% delle ragazzine (tra i 14 e i 18 anni) riferisce di aver inviato al nuovo “amico” sconosciuto anche una propria foto (se non bastassero quelle presenti nell’album di facebook o quella di copertina), il 20% di aver accettato un incontro, anche se insieme ad altri amici. C’è anche un 9% che ammette di aver accettato un incontro a due.

Ma siamo solo all’inizio. Alla domanda “Hai mai inviato o pubblicato in Internet una tua foto provocante?»
I sì, nel 2009 erano il 7,7% del campione; nel 2011 ben l’11,2% e nel 2013 il 16,8%, che sale 18,7% delle femmine.

La «preoccupazione maggiore – spiega Maurizio Tucci, presidente dell’Associazione Laboratorio Adolescenza – è che con il passare degli anni e con la sempre maggiore dimestichezza che gli adolescenti acquisiscono, diminuisca la percezione del rischio e siano indotti a comportamenti sempre meno prudenti». L’abitudine poi ad utilizzare lo smartphone (51%) per navigare invece del pc fisso (50%), del notebook (28%) o del tablet (24%) «rende ancora più problematico il controllo da parte dei genitori, perché si è svincolata la possibilità di connettersi in rete dalla permanenza fisica davanti ad un pc», sottolineano gli esperti.

In tutto questo, i nostri ragazzi non sono più capaci di parlarsi, di ascoltare, leggere. Ormai si esprimono come gli sms. Quando non sono davanti ai social network, sono con le cuffiette con la musica ad altro volume a inseguire il loro incerto mondo.

La famiglia forse dovrebbe essere più responsabile. I giovani dovrebbero invece riscoprire un altro mondo e che, spesso, per esempio, conoscere uno sconosciuto a una festa guardandolo negli occhi è meglio che conoscerlo da una foto, magari anche falsa.

Francesco Vitale

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