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Iva, il nodo delle risorse. Battaglia Pd-Pdl su chi paga

Manca solo una settimana. Senza interventi e, soprattutto, se non si racimola il miliardo necessario, dal 1 ottobre scatterà l’aumento di un punto dell’Iva. Il nodo resta sempre quello quello delle risorse, difficili da reperire, anzi difficilissime sostiene più di qualcuno, vista anche la lista di interventi necessari e onerosi da mettere in campo da qui a fine anno (seconda rata Imu, nuovo intervento per la Cig e il rifinanziamento delle missioni in deroga, senza contare la necessità inderogabile di far rientrare il deficit sotto il tetto del 3%). E se per il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni si tratta ormai, come ha detto dopo il varo dell’aggiornamento del Def, «di un problema complessivamente più politico che di finanza pubblica», potrebbe però non bastare la inusuale intesa politica tra Pd e Pdl a scongiurare il passaggio dell’aliquota dal 21 al 22%. Anche perchè i due principali ‘azionistì delle larghe intese non sono poi d’accordo su chi debba ‘pagare il contò, i cittadini più ricchi o le casse dello Stato. Per i democratici, come dice il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, per trovare le coperture «sarebbe opportuno che pagassero i più ricchi», ad esempio, come ha spiegato nei giorni scorsi, rimodulando l’intervento sull’Imu in modo ‘selettivò, confermando cioè la tassa per le prime case di maggior pregio. Ma il Pdl, ha ribadito a chiare lettere oggi il segretario del Pdl Angelino Alfano, è la «sentinella antitasse del governo» e «la prima tassa a non dover aumentare adesso è l’Iva». Questo, ha aggiunto, «crediamo che possa essere un obiettivo condiviso dal governo» anche perchè «un miliardo nelle casse dello Stato pensiamo sia possibile trovarlo». Da escludere quindi che il partito del Cavaliere possa accettare uno scambio Iva-Imu. Anzi, dopo il ‘tormentonè sui rischi per l’esecutivo rispetto alle scelte sulle tasse per la prima casa, è già arrivato, puntuale, il nuovo avvertimento di Renato Brunetta: o si blocca l’aumento «o non c’è più il governo». Proprio Alfano, secondo quanto riferito sempre da Brunetta, avrebbe chiesto a Enrico Letta un incontro sulle coperture. Incontro che in ogni caso si dovrebbe rinviare ormai al rientro del premier dagli Stati Uniti alla fine della prossima settimana, quando potrebbe arrivare anche, eventualmente, il decreto che sterilizza l’aumento dell’Iva fino a fine anno. Interventi di più corto respiro, come ventilato da qualche quotidiano, non sarebbero presi in considerazione, perchè complicherebbero il quadro senza portare alcuna soluzione utile. Se rinvio deve essere, sarà comunque al 1 gennaio 2014, quando magari potrebbe arrivare anche una revisione del paniere dei beni cui si applicano le aliquote agevolate al 4 e al 10% (da prevedere con la legge di stabilità).

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