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Nairobi, dopo la strage si attende il blitz per liberare gli ostaggi

E’ di 43 morti e 200 feriti il nuovo bilancio provvisorio dell’attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi, in Kenya dove un commando composto da almeno una decina di terroristi ha dato l’assalto ad un centro commerciale nel cuore della città, il Westgate, frequentato soprattutto da stranieri e facoltosi residenti.

L’assalto è stato rivendicato dal gruppo islamico Shabaab, che ha la sua base principale in Somalia e che è legato ad Al-Qaeda. La battaglia tra terroristi è forze speciali keniote è proseguita per tutta la giornata di ieri e anche nella notte: all’interno del centro commerciale ci sono decine e decine di ostaggi ancora prigionieri del commando. Tra le vittime c’è anche un cittadino somalo sposato con un’italiana, mentre tra i feriti ci sarebbero quattro americani. Uccisi due cittadini francesi, secondo le notizie diffuse dal ministero degli Esteri di Parigi ed anche due canadesi, tra cui una diplomatica. Il commando ha risparmiato invece tutti i musulmani, consentendo loro di abbandonare il centro commerciale. Dura condanna da parte del governo americano e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Farnesina conferma: tutti gli italiani presenti sono in salvo e non hanno riportato ferite.

In un primo tempo sembrava che la strage fosse conseguente ad un tentativo di rapina andato a male, ma più tardi, una rivendicazione su Tweeter da parte dei terroristi affiliati agli Shabaab, ha confermato che l’assalto era proprio opera di un commando armato che, come sembra dal messaggio diffuso sul web, abbia voluto punire il Kenia per i suoi interventi militari in Somalia. Il sito tweeter degli Shabaab è stato immediatamente oscurato dal social network, così come è avvenuto già tre volte negli ultimi mesi, dopo azioni compiute dall’organizzazione terroristica e rivendicate attraverso Internet.

In serata, la polizia e l’esercito kenyota hanno confermato che i terroristi sono tuttora asserragliati all’interno del Nakumatt, uno dei supermarket del centro e che con loro ci sono almeno 36 ostaggi. Cinque di loro, in nottata, sono state liberati, mentre le forze di sicurezza hanno avviato una operazione volta a sbloccare la situazione, da ore in fase di stallo. Lo hanno riferito dei funzionari della sicurezza kenyota. Gli ostaggi del gruppo islamista si troverebbero “in vari punti” dell’edificio, secondo quanto precisato dal governo kenyota. Tuttora ignoto il numero delle persone coinvolte mentre la zona è circondata dalle forze di sicurezza. “I livelli superiori dell’ edificio sono stati messi in sicurezza”, ha dichiarato su Twitter il Centro nazionale anti catastrofi, ma “nessuna comunicazione ha potuto essere stabilita” con i terroristi.

Secondo il Centro nazionale operativo per le catastrofi, il numero dei commercianti e impiegati ancora in ostaggio è incerto, ma esercito e polizia presidiano ora massicciamente la zona, ad oltre dodici ore dall’inizio dell’attacco. “Le operazioni proseguono – ha dichiarato un responsabile della sicurezza kenyota, armata e in borghese, presente sul luogo dell’attacco. “Libereremo tutte le persone che sono ancora all’interno”, ha detto, precisando di non poter rivelare i dettagli delle operazioni in corso ma che “tutto quello che può essere fatto si sta facendo”.

Intanto, il primo ministro canadese Stephen Harper ha fatto sapere, con una nota del suo gabinetto, che tra le 39 vittime accertate dell’assalto vi sarebbero due canadesi: la diplomatica Annemarie Desloges e un’altra persona che era con lei, non identificata. Anne-Marie Desloges era anche un agente di collegamento con l’ Agenzia dei servizi frontalieri del Canada. “Gli attacchi terroristici come questo – ha detto Stephen Harper in una nota – mirano a minare i valori e i modi di vita cari ai Canadesi, e riaffermano il nostro bisogno di continuare ad adottare misure vigorose per proteggere la sicurezza dei canadesi ovunque essi siano nel mondo”. Il premier canadese ha poi assicurato alle autorità kenyane che il personale canadese presente sul posto è pronto a offrire ‘tutto l’aiuto possibile affinchè gli autori di questo attacco odioso siano

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