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Nairobi, il blitz continua. Ancora ostaggi in mano ai terroristi, 68 morti


A Nairobi la battaglia potrebbe essere arrivata ad un punto di svolta. Il blitz delle teste di cuoio kenyane (aiutate da esperti israeliani, americani e britannici) contro i mujaheddin che hanno fatto strage nel centro commerciale Westgate (68 morti e 175 feriti) «potrebbe concludersi presto», fa sapere l’esercito. I terroristi oppongono resistenza, ma le autorità sono fiduciose e prevedono una «conclusione rapida della vicenda», anche perchè «la maggior parte degli ostaggi» in mano al commando «è stata liberata» e le «forze di sicurezza hanno oramai preso il controllo di gran parte dell’edificio». Il Dipartimento di Stato Usa e l’Fbi starebbero indagando per accertare se tre degli attentatori sono americani. Una notizia riferita dalla Cnn, che ha citato fonti degli Shabaab. Secondo alcuni messaggi via Twitter, i tre sarebbero Ahmed Mohamed Isse, 22 anni, di St. Paul, Abdifatah Osman Keenadiid, 24 anni, di Minneapolis, e Gen Mustafe Noorudiin, 27 anni, di Kansas City. La tragedia al Westgate Mall ha scosso il Kenya e ha fatto rivivere alla capitale il tragico attentato di al Qaeda nel 1998 all’ambasciata americana, quando morirono 213 persone. Una tragedia che ha colpito anche il presidente Uhuru Kenyatta, che ha perso un nipote e la moglie di questo. Lo ha reso noto lo stesso capo dello stato, aggiungendo che nel commando dei terroristi militano anche delle donne. Ma, precisa Kenyatta, l’identificazione degli attentatori è ancora in corso, nonostante la rivendicazione dei ribelli somali legati ad al Qaida. Intanto il viceministro italiano degli Esteri Marta Dassù ha reso noto che sono stati 13 gli italiani coinvolti nell’attacco, e che «ora sono tutti in salvo». Che la tensione fosse altissima anche oggi si era notato fin dalle prime ore del mattino, con le notizie che giungevano dal Mall: la presenza delle forze speciali dell’esercito, il fragore delle esplosioni, le urla dei disperati, il sangue e le vittime. Una vera e propria guerra. Incessante e frenetico è proseguito senza sosta per tutta la giornata il lavoro di medici e infermieri per curare i feriti con gli ospedali stracolmi. Scioccanti le testimonianze dei sopravvissuti, come i cinque francesi riusciti a fuggire e ancora «sotto choc». «Due nostre connazionali sono state vigliaccamente giustiziate nel parcheggio del centro commerciale, dove erano andate per fare shopping», ha detto la ministra per i francesi all’estero, Hèlène Conway-Mouret in un’intervista televisiva. L’incubo al grande centro commerciale tiene Nairobi con il fiato sospeso da sabato. L’assalto dei terroristi è partito a ora di pranzo, quando i mujaheddin sono penetrati nel mall sparando all’impazzata e colpendo numerosi ostaggi. In quel momento nel centro commerciale c’erano oltre 1.000 persone, e molte famiglie con bambini. Il presidente americano Barack Obama ha espresso le proprie condoglianze a Kenyatta per l’attacco, ribadendo l’appoggio degli Stati Uniti a Nairobi negli sforzi per portare davanti alla giustizia gli esecutori della carneficina. L’attacco mostra quanto sono «spietati» i terroristi, ha commentato in tarda serata il segretario di stato Usa, John Kerry. (ANSA).

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